Palladino su tutte le furie dopo Dortmund-Atalanta: "Ecco perché non ho salutato Kovac"
DORTMUND (GERMANIA) - Clima infuocato al fischio finale di Borussia Dortmund-Atalanta, playoff di andata di Champions League. Al 'Signal Iduna Park' i gialloneri si impongono 2-0 contro una Dea che dovrà cercare di ribaltare il risultato nel match di ritorno, in programma a Bergamo il prossimo 25 febbraio. A tenere banco però, nelle ultime ore, è la reazione - visibilmente contrariata - dell'allenatore nerazzurro Raffaele Palladino che ha raggiunto in fretta e furia la strada degli spogliatoi negando al collega Niko Kovac la consueta stretta di mano al termine della partita.
Palladino su tutte le furie dopo Dortmund-Atalanta: "La panchina del Borussia protestava per ogni cosa"
L'allenatore dell'Atalanta, ai microfoni di Sky Sport, ha spiegato il motivo per il quale non ha salutato Kovac al triplice fischio: "Non mi piace protestare, loro protestavano per ogni fallo e per ogni cosa. Io cerco di non farlo mai e lascio gli arbitri decidere, nel bene e nel male, e ho detto solo quello". Poi puntualizza così: "Partiamo dall'episodio con Kovac: non è successo assolutamente nulla di grave. Gli ho semplicemente fatto notare che, a mio modo di vedere, dovrebbero abbassare i toni e protestare meno con la terna arbitrale. Per tutta la partita ho visto la loro panchina lamentarsi sistematicamente per ogni singola decisione. La mia filosofia è diametralmente opposta: cerco di non protestare mai e di lasciare gli arbitri sereni di lavorare, accettando che possano commettere errori. Era solo un'osservazione sul modo di porsi". La replica del tecnico del Borussia, in conferenza stampa, non si è fatta attendere: "Palladino? Volevo stringeregli la mano, ma non ho capito cosa sia successo. Ha detto qualcosa in italiano che non ho capito. I miei giocatori si sono lamentati con l’arbitro? Nel calcio è normale, siamo entrambi stati calciatori, non siamo stati gli unici a lamentarci. È stata una partita tranquilla".
