Henry e i problemi di pronuncia in tv con Pitarch: "Non so come si dice, ma..." 

Nel post partita di Real Madrid-Manchester City, l'ex attaccante di Arsenal e Barcellona ha speso parole al miele per i blancos e per il talento classe 2007
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Notte magica allo stadio "Bernabeu" di Madrid, dove il Real di Alvaro Arbeloa è riuscito ad annichilire il Manchester City di Pep Guardiola, vincendo 3-0 la gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League. Tra i protagonisti assoluti della serata, c'è senza dubbio Thiago Pitarch, centrocampista classe 2007 che ha dato equilibrio ed imprevedibilità alla manovra dei blancos. Un talento che ha impressionato persino Thierry Henry, ex attaccante di Arsenal e Barcellona, che non ha potuto far altro che spendere parole al miele per il 18enne nello studio di CBS Golazo.

Henry impressionato dal Real Madrid: "Sono un grande tifoso del Barcellona, ma..."

Thierry Henry, a margine del rotondo 3-0 maturato al "Bernabeu" di Madrid, si è detto realmente colpito dalla prestazione della squadra di Arbeloa, dominante per larghi tratti della gara contro il City di Guardiola, per applicazione e qualità delle giocate: "Sono un grande tifoso del Barcellona, ​​un tifoso del Barcellona - ha innanzitutto ribadito l'ex blaugrana -. Ma bisogna dare molto credito al Real Madrid. Nessuno se l'aspettava. E nessuno si aspettava che Valverde segnasse una tripletta. Chiunque abbia detto di sapere che Valverde avrebbe segnato una tripletta sta mentendo. Parlo dello sforzo collettivo che hanno fatto oggi. È così che si vincono le partite. Tutti hanno difeso per tutti. E Valverde merita la sua ricompensa. Perché è stato un grande servitore del club e segnare tre gol non è una cosa che gli capita. Quindi dobbiamo dargli meritoSo che è una maglia che ha un peso - ha aggiunto il francese -. Ma non capisco perché, quando la indossano, i giocatori sembrano diversi. È diverso. E dobbiamo riconoscerlo. All'andata, non mi aspettavo questo dal Real Madrid. Quindi, anche se mi dispiace dirlo, complimenti".

Le bellissime parole di Henry per il classe 2007 Pitarch

E poi lui, uno dei protagonisti della serata. Valverde si è preso la scena con la tripletta che ha deciso il big match di Champions League, ma per 76 minuti è stato Thiago Pitarch il motore della formazione di Arbeloa, trascinata dall'esuberanza e dalla voglia di dimostrare del giovane talento di origini marocchine: "Voglio parlare di... non so come pronunciare il suo nome, Pitarch - ha detto Henry con un sorriso -. Perché l'ho guardato attentamente stasera. Che partita! Era tutto un po' fuori di testa. Non so cosa ci sia scritto su quella maglietta. Non so cosa ci abbiano messo sopra. Davvero. Ovviamente sto scherzando, perché non voglio indossare quella maglietta. Ma forse se la indosso, mi aiuterà a far ricrescere i capelli...".

Pitarch, l'errore e il miracolo di Courtois che ha salvato la sua partita

Al 75' il primo vero errore della sua partita, al 76' la sostituzione. Coincidenze? Evidentemente, Arbeloa si era accorto della stanchezza e della mancanza di lucidità del giovane Pitarch, fino a quel momento autore di una prestazione da ricordare. Sul parziale di 3-0, infatti, il classe 2007 ha rischiato tantissimo all'interno della propria area di rigore, subendo la pressione di O'Reilly, lesto nell'andare al contrasto e calciare con la punta, trovando sulla sua strada solo un superlativo Courtois. Parata straordinaria con il piede destro e Real che ha potuto preservare un clean sheet importantissimo in vista del match di ritorno. Pitarch, errori di gioventù.

 


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