El Aynaoui fa impazzire il Marocco e i romanisti. E il paragone con l'epica partita contro Roddick diventa virale
Gli osservatori e gli esperti non hanno dubbi: Neil El Aynaoui è il miglior centrocampista della Coppa d'Africa, la rivelazione della manifestazione. Partite perfette, un rigore pesante in semifinale - ieri contro la Nigeria - calciato con la sicurezza di un veterano, dichiarazioni impeccabili che esaltano il popolo marocchino. Insomma: finora non ha sbagliato nulla. Non a caso, il ct del Marocco Walid Regragui, subito dopo la semifinale vinta ai rigori, ha fatto un paragone diventato immediatamente virale: "È un giocatore fantastico. Tale padre, tale figlio. Ricordo una partita che suo padre giocò agli US Open contro Andy Rodick. Hanno la stessa mentalità". Lui, dal canto suo, vola basso, anche se in zona mista subito dopo la partita non ha potuto nascondere la sua felicità: "Ci manca l'ultimo passo (in finale ci sarà il Senegal, ndr) ma lavoro per notti così. Il popolo marocchino aspetta questo momento da molto tempo, quindi ci prepareremo nel miglior modo possibile. C'erano molte emozioni per come si sono svolte le cose stasera; siamo molto contenti, ci godremo la qualificazione e poi ci concentreremo sulla partita di domenica. Il Senegal è una nazione calcisticamente importante con giocatori di altissimo livello. Ci aspettiamo una partita dura e ci prepareremo per questo". E la Roma? Per quanto, ovviamente, Gasperini avrebbe voluto riaverlo presto, a Trigoria fanno tutti il tifo per lui. Primo perché El Aynaoui è un ragazzo gentile, serio, educato, che in poche settimane ha conquistato lo spogliatoio. Secondo perché avere un giocatore magari un po' stanco fisicamente (finora non ha saltato un minuto in Coppa D'Africa, con 5 partite da 90' e una da 120') ma migliorato nell'esperienza e nella fiducia può essere importantissimo. Gasperini, in questa stagione, lo ha impiegato poco in campionato (12 presenze con una media di poco superiore alla mezzora) e sempre in Europa League: le risposte sono state tiepide all'inizio, ma sono andate in crescendo con il passare delle settimane. Logico, per un ragazzo di 24 anni al primo vero grande salto della carriera. Adesso lo aspetta una finale in casa, a Rabat, con una pressione altissima, che lui spiega così: "Sappiamo quanto sia importante per il nostro popolo, avremo tutto il paese e i tifosi allo stadio a spingerci, ma la pressione la sentiamo dall'inizio". E, pare, siano pronti a gestirli.
El Aynaoui padre e la storica partita contro Roddick: il retroscena
Un po' come fece suo padre con Roddick. Per chi non lo ricorda: era il 2003, Neil non aveva neppure due anni e a Melbourne andò in scena quella che, ancora oggi, viene definita una delle partite più epiche della storia degli Slam. A Melbourne si giocano i quarti: El Aynaoui ha 31 anni, Roddick 20. La partita dura quasi cinque ore e passa alla storia per il quinto set da 40 game. Roddick vince 21-19, uno dei game più lunghi nella storia dei tornei del Grande Slam. Una battaglia di resistenza fisica e mentale incredibile, vinta dal giovane americano che riuscì anche ad annullare un match point ad El Aynaoui. "Una gara storica e indimenticabile", la definirono tutti. Un po' quello che aspetta il figlio del tennista domenica sera. La speranza, in famiglia e non solo, è che l'esito sia diverso. Poi Neil tornerà a Roma dove lo aspettano a braccia aperte: Gasperini, Massara (che lo ha scelto), i Friedkin, che hanno sborsato quasi 25 milioni per prenderlo dimostrando che quando c'è da investire non si tirano indietro, e tutti i tifosi.
