Il Napoli mai visto di Conte: una rivoluzione in Coppa Italia

Otto cambi per la sfida con il Cagliari negli ottavi di finale. Il Maradona risponde presente: attesi oltre 47.000 spettatori
Fabio Mandarini
4 min

La rivoluzione di dicembre. Puntuale, un anno dopo: undici cambi il 5 dicembre 2024, negli ottavi della precedente edizione di Coppa Italia con la Lazio all’Olimpico, e otto oggi contro il Cagliari, nella sfida secca in programma alle 18 al Maradona che vale la qualificazione ai quarti di finale. Conte cambia, cambia tantissimo ma non tutto: l’emergenza, sembra un paradosso, ha colpito anche le rotazioni considerando la squalifica di Marianucci. Il difensore, finora impiegato soltanto una volta a San Siro contro il Milan, avrebbe collezionato la seconda presenza e invece sarà il settimo indisponibile con Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Gutierrez, Lukaku e Meret. Sfortuna nera per lui, impedimento in più per l’allenatore. Ma la metamorfosi sarà ugualmente profonda in tutti i reparti, ad eccezione del sistema (3-4-2-1) e del portiere: Milinkovic-Savic, palleggiatore aggiunto e pararigori doc, ancora dall’inizio. Poi, girandola e sprazzi di bella gioventù: i ventiduenni Antonio Vergara e Giuseppe Ambrosino, rispettivamente 2 e 31 minuti in stagione, giocheranno la loro terza partita con il Napoli da titolari. Per entrambi, prodotti del settore giovanile, sarà la prima volta in assoluto.

I ricordi

Il Napoli accoglie la terza competizione con un vestito nuovo di zecca, in un Maradona vecchio stile: oltre 47.000, gli spettatori attesi allo stadio e che a dispetto dell’orario e del giorno feriale hanno comunque sposato la causa coppa. Il Cagliari, evidentemente, rievoca sempre ricordi meravigliosi: la vittoria per 2-0 del 23 maggio, del resto, valse il quarto scudetto. Quella di oggi, invece, sarà la seconda sfida stagionale dopo quella di agosto alla seconda di campionato: l’organizzazione della squadra di Pisacane, napoletano dei Quartieri Spagnoli, cadde solo al 95’. La notte degli ottavi segnerà l’esordio del Napoli in Coppa Italia e anche un’altra delicata tappa della maratona che fino alla semifinale di Supercoppa - il 18 dicembre a Riyadh contro il Milan - vedrà la squadra di Conte in campo per cinque volte in quindici giorni, una ogni tre. Calendario intasatissimo, insomma, con Juve e Benfica all’orizzonte in campionato (domenica) e in Champions (mercoledì), e turnover necessario.

Le scelte di Antonio Conte

Otto, dicevamo, i cambi rispetto alla partita dell’Olimpico con la Roma: partiranno in panchina Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Neres, Lang, Hojlund e soprattutto Lobotka e McTominay, i soli rappresentanti puri in rosa della specie protetta dei centrocampisti. Le scelte: confermati Milinkovic in porta, Beukema e Olivera nel tris difensivo che sarà completato da Juan Jesus; a destra, prima da titolare per Mazzocchi e a sinistra il ritorno di Spinazzola, in panchina a Roma dopo quattro partite saltate per infortunio; il jolly Elmas e Vergara a comporre una mediana totalmente inedita; Politano e la punta Ambrosino alle spalle di Lucca, in un trio offensivo altrettanto innovativo. Politano tornerà dall’inizio dopo tre panchine consecutive.

La tradizione

Per la cronaca: il Napoli ha vinto soltanto una delle ultime otto partite giocate in Coppa Italia, contro il Palermo a settembre 2024 nei sedicesimi. C’era Conte in panchina. Poi, 3 pareggi e 4 sconfitte. Nessuna caduta contro il Cagliari nei cinque precedenti in Coppa Italia dal 1973: l’ultimo all’epoca di Diego in semifinale, anno 1987, nei pressi del primo scudetto (due vittori e ). D a l 2009, tra l’altro, il Napoli ha perso soltanto una delle 29 partite giocate contro il Cagliari in tutte le competizioni (20 vittorie e 8 pareggi).


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