Roma: Aouar-Zalewski, notte di riscatto contro il Feyenoord

Leggi il commento sulla qualificazione dei giallorossi di De Rossi agli ottavi di Europa League
Ugo Trani

De Rossi stringe i pugni sotto la Sud. È la sua esultanza, grinta e amore, dopo questa sfida infinita. Festeggia con la curva e con i sessantottomila la promozione agli ottavi. La Roma va avanti e resta in corsa in Europa League: il Feyenoord si arrende pure in questa stagione (5-3).

Svilar protagonista della qualificazione

I giallorossi addirittura ripartono dai rigori, nella circostanza già al playoff. Non si sono fatti mancare proprio niente e hanno scelto di giocare d’anticipo, come se volessero cancellare la notte più triste dell’éra Friedkin. Hanno ricominciato proprio dal 31 maggio dell’anno scorso, dalla Puskas Arena di Budapest. Ma la conclusione è diversa, davanti a questa gente con un cuore grande così. Sempre da brividi. Da favola, però, dopo l’ultimo tiro. Svilar che para due rigori, il secondo della serie battuto da Hancko e a seguire il terzo calciato da Jahanbakhsh entrato in extremis proprio perché specialista. Così è Milo il protagonista della qualificazione, decisivo anche in coppa dopo esserlo stato nell’ultimo turno din campionato.

Aouar e Zalewski ripescati al momento giusto

Ma Daniele, usando di nuovo i panchinari al momento giusto, va a dama con due giocatori ripescati sul più bello. Soprattutto Aouar che realizza, con classe e freddezza, il quarto rigore, quello che permette alla Roma di avvicinarsi al traguardo. De Rossi si fida e fa bene. Il piede di Hosseum, il suo destro è garbato e calibrato. Trasformazione da applausi. Il quinto rigore, poi, spetta a Zalewski che, come ha sempre fatto nelle giovanili, è tornato a giocare più avanti. Ha mirato, forzando, azzerando la prodezza di Hartman, ultimo giocatore del Feyenoord a battere Svilar. E ha fatto esplodere l’Olimpico nella notte più sofferta e alla fine più entusiasmante. Nicola finalmente può sorridere. Le sostituzioni, insomma, possono incidere sul risultato di un match anche quando bisogna aspettare i rigori. Aouar entra per Pellegrini, Zalewski per El Shaarawy: saliranno loro sul palcoscenico, spettano a loro gli applausi. Anche perché Lukaku, come accadde in campionato contro il Lecce quando si fece intercettare il rigore da Falcone, ha sbagliato anche contro Wellenreuther subito dopo aver visto Paredes e Ueda far centro.


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La Roma è un incubo per il Feyenoord

La Roma, dunque, fa cadere il Feyenoord per la terza volta in gare ad eliminazione diretta, dopo averlo spinto fuori dalla competizione e nel 2015 con Garcia e dopo esserci riuscito l’anno scorso, il 20 aprile, ai quarti e sempre all’Olimpico, passando per i supplementari. In mezzo la sera indimenticabile il trionfo a Tirana, alzando il 25 maggio 2022 la Conference League.


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De Rossi stringe i pugni sotto la Sud. È la sua esultanza, grinta e amore, dopo questa sfida infinita. Festeggia con la curva e con i sessantottomila la promozione agli ottavi. La Roma va avanti e resta in corsa in Europa League: il Feyenoord si arrende pure in questa stagione (5-3).

Svilar protagonista della qualificazione

I giallorossi addirittura ripartono dai rigori, nella circostanza già al playoff. Non si sono fatti mancare proprio niente e hanno scelto di giocare d’anticipo, come se volessero cancellare la notte più triste dell’éra Friedkin. Hanno ricominciato proprio dal 31 maggio dell’anno scorso, dalla Puskas Arena di Budapest. Ma la conclusione è diversa, davanti a questa gente con un cuore grande così. Sempre da brividi. Da favola, però, dopo l’ultimo tiro. Svilar che para due rigori, il secondo della serie battuto da Hancko e a seguire il terzo calciato da Jahanbakhsh entrato in extremis proprio perché specialista. Così è Milo il protagonista della qualificazione, decisivo anche in coppa dopo esserlo stato nell’ultimo turno din campionato.

Aouar e Zalewski ripescati al momento giusto

Ma Daniele, usando di nuovo i panchinari al momento giusto, va a dama con due giocatori ripescati sul più bello. Soprattutto Aouar che realizza, con classe e freddezza, il quarto rigore, quello che permette alla Roma di avvicinarsi al traguardo. De Rossi si fida e fa bene. Il piede di Hosseum, il suo destro è garbato e calibrato. Trasformazione da applausi. Il quinto rigore, poi, spetta a Zalewski che, come ha sempre fatto nelle giovanili, è tornato a giocare più avanti. Ha mirato, forzando, azzerando la prodezza di Hartman, ultimo giocatore del Feyenoord a battere Svilar. E ha fatto esplodere l’Olimpico nella notte più sofferta e alla fine più entusiasmante. Nicola finalmente può sorridere. Le sostituzioni, insomma, possono incidere sul risultato di un match anche quando bisogna aspettare i rigori. Aouar entra per Pellegrini, Zalewski per El Shaarawy: saliranno loro sul palcoscenico, spettano a loro gli applausi. Anche perché Lukaku, come accadde in campionato contro il Lecce quando si fece intercettare il rigore da Falcone, ha sbagliato anche contro Wellenreuther subito dopo aver visto Paredes e Ueda far centro.


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