Hakimi denuncia i "ricatti che i calciatori subiscono da alcune ragazze"

Il giocatore del Paris Saint-Germain ha rotto il silenzio sulla presunta aggressione sessuale che ha stravolto la sua vita e per la quale rischia fino a 15 anni di carcere
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Sono passati due anni da quando Achraf Hakimi è stato accusato di stupro dopo che una donna ha affermato che il calciatore le avrebbe fatto delle avances fisiche nonostante la sua resistenza. 

Perché Hakimi è accusato di stupro, cosa è successo

Il 26 febbraio 2023, una donna di 24 anni si è presentata alla stazione di polizia francese di Nogent-sur-Marne (Val-de-Marne) per raccontare alla polizia di essere stata violentata dal calciatore. Nella sua dichiarazione ha affermato di averlo conosciuto nel gennaio di quell'anno tramite Instagram. Quel sabato la giovane si sarebbe recata a casa di Hakimi con un Uber pagato da lui. All'epoca, il giocatore era infortunato mentre sua moglie e i suoi figli erano in vacanza a Dubai. Una volta arrivata a casa, la situazione sarebbe degenerata. La ragazza ha assicurato che Hakimi le avrebbe "sollevato i vestiti e baciato il seno" nonostante le sue proteste, e sostiene anche che l'atleta l'avrebbe "penetrata con le dita". Alla fine sarebbe riuscita a liberarsi prendendolo a calci e avrebbe chiamato un'amica perché la venisse a prendere. Arrivata in stazione di polizia, ha poi deciso di non sporgere denuncia, ma a causa della gravità dell'accaduto, la Procura ha aperto un'indagine. Ora il giocatore dovrà affrontare un processo e rischia fino a 15 anni di carcere. Per la prima volta Hakimi ha parlato pubblicamente della vicenda, in un'intervista alla tv francese, facendo soprattutto riferimento all'impatto che ha avuto sulla sua vita personale e sulla sua famiglia, compresi i due figli avuti dall'attrice Hiba Abouk, dalla quale si è separato dopo questa grave accusa.

Hakimi nega le accuse della ragazza

Hakimi ha definito l'accaduto "il colpo più duro" che abbia mai subito nella sua vita. "È ancora dura, perché quando continuano a dire bugie su bugie, fa male", ha spiegato durante l'intervista. Pur dichiarandosi calmo, riconosce che l'impatto delle accuse, non solo per lui ma per tutta la sua famiglia, è stato enorme. E questo include i suoi due figli, Amín e Naím, che attualmente hanno cinque e tre anni. "Fa male alla mia famiglia, ai miei figli, che sono piccoli e non sanno ancora cosa sia internet o leggere", ha ribadito. Achraf sa che "a un certo punto della loro vita leggeranno qualcosa" e teme quel momento. "Per me, vedere che è stato scritto qualcosa sul loro padre e, per di più una bugia, non è un'esperienza piacevole, e onestamente non lo augurerei a nessuno", ha detto. E ancora: "So di cosa mi hanno accusato. È una bugia. So chi sono. So di non aver fatto nulla. E non lo farei mai", ha rimarcato. Achraf è fiducioso sul futuro, pensa di essere in buone mani con il suo avvocato e crede che la giustizia "stia facendo il suo lavoro" e che "la verità verrà presto a galla".

I "ricatti" subiti dai calciatori da parte delle "ragazze che li avvicinano"

Nella sua intervista a Canal + France, il calciatore del Paris Saint-Gremain si è inoltre lamentato della pressione a cui sono sottoposti atleti del suo calibro: "Siamo esposti a molte cose, come ragazze che ci approcciano, ricatti...Penso che nel mondo del calcio ci siano molte persone che si approfittano di noi. E se non hai nessuno intorno, queste cose ti succedono. E dopo quello che è accaduto, sì, ho cambiato parecchie cose. E ora la mia cerchia è così ristretta che non lascio entrare nessuno". Intanto il giocatore prosegue la sua carriera calcistica al PSG, dove la scorsa stagione ha vinto Ligue 1, Coppa di Francia e Champions League.


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