Italia, non c'è tempo per perdere

Si sono chiuse due settimane azzurre aperte dal ko con l’Argentina e chiuse dal tonfo con la Germania. I segnali positivi arrivati nel frattempo non danno garanzie sul futuro della Nazionale, ancora in mezzo al guado e chiamata a uscirne in fretta
Italia, non c'è tempo per perdere© ANSA
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Andrea Santoni
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ROMA- L’ultimo giugno mondiale della Nazionale, ormai otto anni fa, si fermò il giorno della seconda grande festa giunina del Brasile. Passato il 13, Santo Antonio, l’Uruguay ci rimpacchettò giusto per Sao Joao, il 24, rimandandoci a casa, quando, dopo aver battuto l’Inghilterra all’esordio, tutti eravamo convinti di arrivare ben oltre San Pedro, il 29, data di ottavi. Diciamo tutto questo perché dopo Germania-Italia dell’altra sera moltissimi sono tornati a chiedersi a quale santo dovremmo votarci per uscire da questo stato di crisi sistemica che ci vede fuori dal Qatar, dopo aver saltato la Russia. Il 5-2 di Mönchengladbach è stato fragoroso, quasi quanto lo 0-3 con l’Argentina nella Finalissima. Due tonfi che hanno scolorito il grazioso acquerello disegnato dai giovani debuttanti azzurri fra i due eventi nelle prime tre partite di Nations League, dal pari con la Germania a Bologna, salutato giustamente come una vittoria, alla vittoria sulla sorprendente Ungheria di Marco Rossi, al pari in Inghilterra. Tutto di nuovo in discussione dopo il ko tedesco. E Mancini? Uomo di fede, quando si parla di calcio preferisce credere in se stesso. E dunque da subito ha cercato di mettere ordine ai pensieri, sapendo che a settembre il margine di errore in questa Nations League sarà praticamente azzerato. Contro l’Inghilterra a Milano e a Budapest contro gli ungheresi, primi davanti anche alla Germania dopo aver sculacciato l’Inghilterra, servirà una Nazionale all’altezza. Già, ma quale?

La telefonata con Gravina

Ieri il ct ha twittato: «Abbiamo iniziato un nuovo percorso che prevede cose fatte molto bene e altre meno. Bisogna crescere e lo faremo tutti insieme, da vero gruppo». In mattinata aveva parlato a telefono con Gabriele Gravina delle ragioni dell’ultima defaillance, attribuite dal tecnico al tour de force di 5 partite in due settimane a fine stagione. Entrambi per altro temevano che i risultati avrebbero potuto essere peggiori (e Mancini lo ha pure detto). Il presidente per parte sua non era a Mönchengladbach, né ad Ascoli a salutare il match point dell’Under 21, arrivata all’Europeo. La verità è che la Federazione è in questo momento investita da una serie di criticità politiche che ne stanno assorbendo tutte le energie. Ma la Nazionale, dopo che Gravina è riuscito a gestire senza scossoni il dopo Palermo, ha bisogno di attenzione costante. Il presidente e Mancini hanno condiviso questo percorso di ripartenza: la ricerca di nuovi prospetti, attraverso un lavoro di scouting, che in un primo momento era stato previsto dovesse portare a una sintesi, tra l’Italia campione e quella del nuovo ciclo, solo a marzo prossimo, inizio delle qualificazioni all’Europeo di Germania 2024. Quasi certamente, invece, questo processo sarà accelarato già a settembre. Anche perché la Nations League ha una ricaduta in quel senso: solo le prime due posizioni garantiscono di essere teste di serie ai sorteggi per le euro-qualificazioni. Dunque, è probabile che si vada verso un gruppo ridefinito alla luce di queste settimane di lavoro. Oltre a Gnonto, simbolo di questo raduno, Gatti, Scalvini, in parte Esposito hanno sfruttato al meglio la chance. Che dovrebbe avere Samuele Ricci, tornato a rinforzare l’Under. Sarà poi l’inzio della stagione a indicare quali dei suoi campioni Mancini vorrà riportare subito a Coverciano, da Verratti a Immobile. Quando la Nazionale si radunerà nuovamente, il 18 settembre, la serie A avrà giocato in un mese ben 7 turni, più due nelle coppe.

Difesa a tre

Vedremo anche se il ct proporrà variazioni tattiche che ha in mente e che ha iniziato a usare in queste partite. Sulla svolta “verticale” praticata con buoni risultati prima di Mönchengladbach è stato detto molto in questi giorni, come sulla difficoltà a far segnare un centravanti, chiunque esso sia. La possibilità di schierare la difesa a 3, in un 3-4-3 o nel 3-5-2 sarà valutata in questi mesi. Avessimo ancora San Giorgio (Chiellini)...


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