Raspadori, un 10 che segna come i giganti

L'attaccante del Napoli è arrivato a 5 gol con l'Italia in soli 663 minuti. Spazio a Scalvini, Tonali per Barella
Raspadori, un 10 che segna come i giganti© Getty Images
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Fabrizio Patania

TIRANA - Numero 10 con licenza di segnare. Non centravanti classico. Dove lo metti, sta. Punta d’appoggio o di manovra, conservando l’istinto e la freddezza in area che gli aveva consentito di essere paragonato a Paolo Rossi. Raspadori, in senso compiuto, riempie l’attacco dell’Italia. Forse di più. Mancini cercava i gol e soluzioni alternative a Immobile. Lo dicono i numeri e risponde il campo, giudice inesorabile e infallibile: 5 reti in 15 presenze, una ogni 141 minuti. Gli sono bastati 663 minuti. Come segnalano le relazioni statistiche della Figc, è il quarto della storia azzurra. Più veloci soltanto Luca Toni (403'), Gigi Riva (405') e Filippo Inzaghi (504'). Sono fresche le immagini di fine settembre. Un capolavoro balistico, palla messa giù in corsa e destro sul palo più lontano, per spedire al tappeto l’Inghilterra. Un gol di astuzia a Budapest per battere l’Ungheria e trascinarci alla Final Four di Nations. Raspadori ha firmato la ripartenza azzurra nell’autunno più malinconico della Nazionale. 

Universale

Renzo Ulivieri, presidente degli allenatori italiani, due giorni fa a Coverciano scherzava con il ct. Non riuscì a convincerlo a giocare prima punta all’inizio della carriera. Eppure possedeva il senso del gol, non solo dell’invenzione. Chissà quanto Mancio si riveda nella completezza di Raspadori. Di sicuro ci credeva e aveva visto nella direzione giusta quando decise di convocarlo per l’Europeo 2021 come terzo centravanti dietro Immobile e Belotti. Le proprietà di palleggio, l’intelligenza calcistica lo rendono ideale per il tridente di Mancini che ne attendeva solo la maturazione. All’epoca, un anno e mezzo di esperienza in più gli avrebbe consentito di ritagliarsi uno spazio invece di finire in tribuna a Wembley. La dimostrazione plastica di quanto solo le partite consentano al talento di esprimersi. Se n’è accorto anche Spalletti, che lo tiene in panchina soltanto perché non si può fare a meno dell’uragano Osihmen. Raspa, però, si è fatto largo e ha lasciato il segno in Champions: 5 presenze nel girone, 4 gol, uno ogni 53 minuti. Un finalizzatore spietato. Aggiungendo il campionato, il totale nella prima parte della stagione dice 5 gol in 17 presenze alla media di uno ogni 172 minuti. 

Con Zaniolo e Grifo

Raspadori guiderà l’attacco azzurro. Un tridente inedito appoggiato sul modulo studiato da Mancini per testare Zaniolo nella versione mezzala offensiva. L’eroe di Tirana, a segno nella finale di Conference con la Roma, si muoverà da esterno destro, quasi trequartista, portato a galleggiare sul centro-destra e con funzioni di raccordo, legando i due reparti. Vincenzo Grifo, paisà del Friburgo, completerà l’attacco. La partenza stagionale in Bundesliga (9 gol e 2 assist) è stata folgorante. Meritava un’occasione. Confermata la difesa a tre con Scalvini (debutto da titolare), Bonucci e Bastoni. Di Lorenzo e Dimarco sulle corsie esterne. Tonali ha scavalcato Barella e completerà il tandem con Verratti. 


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