Macedonia-Italia, le scelte di Spalletti: Chiesa e Politano titolari

Ecco i piani del nuovo ct: Nazionale in campo con sette campioni d’Europa
Macedonia-Italia, le scelte di Spalletti: Chiesa e Politano titolari© LAPRESSE
Fabrizio Patania
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FIRENZE (dall’inviato) - Erano le cinque del pomeriggio e il sole stava arroventando la terrazza di Coverciano. Lucio, con il solito giacchetto bianco dell’Italia a maniche lunghe, era a bordo campo. Ha guardato gli azzurri e ha sospirato con accento toscano: «Fa caldino, ma dobbiamo andare». Si era fermato qualche minuto a parlare con Cristante. Un altro indizio si è aggiunto ai segnali che nei giorni scorsi avevano proiettato il romanista in vantaggio nel ballottaggio con Locatelli. Spalletti sabato durante la presentazione era stato illuminante. «Manuel fa il regista con la Juve, ma anche Bryan può muoversi in quella posizione. Aggiunge fisicità, duelli aerei e può arretrare aiutando i due difensori». Dall’inizio della settimana di Coverciano, guarda caso, è stato sempre provato davanti a Mancini e Bastoni. Una traccia consistente. Anche ieri il nuovo ct è andato avanti nello stesso solco, distribuendo i fratini per provare gli angoli proprio quando il quarto d’ora aperto ai media si stava concludendo: Cristante era con i “gialli” davanti ai due centrali di Roma e Inter, per uno strano scherzo del destino probabili titolari a Skopje come nella notte di Palermo, quando l’Italia di Mancini perse la faccia e il Mondiale in Qatar. Una possibilità di riscatto e un’esperienza già vissuta, dettaglio forse non irrilevante nei pensieri del nuovo ct.

Italia in campo con 7 campioni d’Europa

Gli altri sette giocatori di movimento con il fratino giallo erano Di Lorenzo, Dimarco, gli interni Barella e Tonali, più Politano, Immobile e Chiesa. I conti, aggiungendo Gigio tra i pali, tornavano con le previsioni. Durante le successive prove tattiche sarebbe cambiato poco o niente, forse solo soluzioni in corsa, Frattesi è entrato al posto di Tonali (come Pessina due giorni fa) e Zaccagni per Politano con il trasloco di Chiesa a destra. L’idea di formazione, molto probabile sarebbe il caso di definirla, andrà verificata questa mattina nell’allenamento di rifinitura, valutando i residui margini di ripensamento. Spinazzola potrebbe essere in ballottaggio con Dimarco, Locatelli si giocherà le ultime chances ma tornerebbero in discussione i centrali (Casale al debutto e Romagnoli dovrebbe scavalcare Bastoni: poco credibile), Raspadori tenterà di scavalcare Immobile, capitano già annunciato in conferenza stampa, sorridente e carico come una molla. Le sfumature fanno la differenza: all’ingresso in campo Ciro parlottava con Marco Domenichini, il vice di Lucio, e poi con Sasà Russo, un altro componente dello staff tecnico. E’ sintonizzatissimo con il nuovo corso. Facciamo fatica a immaginare ribaltoni. Le scelte rispondono ai criteri evocati dal nuovo ct al primo passo azzurro: esperienza, livello internazionale, riferimenti certi dentro lo spogliatoio. La prima Italia di Spalletti potrebbe essere composta da sette campioni d’Europa nel blocco dei titolari (Donnarumma, Di Lorenzo, Bastoni, Barella, Cristante, Immobile, Chiesa), da un esterno come Politano escluso solo in extremis nel 2021, da un finalista di Champions sulla fascia sinistra perché oggettivamente Dimarco possiede una condizione più brillante di Spinazzola.

Italia, Immobile favorito su Raspadori

Sul centravanti, in attesa di conferme dall’ultimo allenamento, si può ragionare. Retegui è apparso da subito relegato alla terza fila. Il tema tattico di Skopje e le combinazioni offensive viste nell’allenamento di lunedì sembrano ideali per esaltare l’attacco nello spazio e il gioco verticale di Immobile. Il palleggio di Raspadori è forse più adeguato al lavoro di cucitura della manovra che servirà martedì per stanare l’Ucraina a San Siro. Stiamo a vedere. Per ora tutte le considerazioni sono possibili, ma una è certa. Spalletti andrà sul sicuro, sposando le soluzioni logiche e riducendo al minimo i rischi. Il debutto in Macedonia non suggerisce azzardi. L’Italia è fatta. Ora rifacciamo gli italiani.


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