La riconoscenza che fa sbagliare

Leggi il commento sul ballottaggio tra Retegui e Pio Esposito in vista della finale playoff che l'Italia di Gattuso giocherà in Bosnia
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

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Pubblicato il 29.03.2026, 09:18

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La riconoscenza nella vita è un valore che solo i quaquaraquà, gli stupidotti e gli spocchiosi non conoscono. Nel gioco del calcio è un po’ diverso. In molti casi, che riguardano in buona parte i commissari tecnici, la riconoscenza si unisce alla fiducia e alla certezza di non sbagliare. E invece spesso si sbaglia.

Gattuso si fida di Retegui, ma Esposito scalpita

Gattuso è stato l’inventore della coppia di centravanti azzurri, Moise Kean e Mateo Retegui. È stata una bella intuizione che ha dato risultati notevoli. Nei 177' in cui sono stati schierati insieme hanno segnato 5 gol. Così Rino contro l’Irlanda non poteva fare altro che confermarli. La partita di giovedì sera, però, ha “spaccato” la coppia: da una parte un bomber pienamente recuperato (Kean), dall’altra un centravanti che, arrivando dalla sosta del campionato arabo, è stato in affanno per tutta la partita (Retegui). In conferenza stampa, subito dopo il 2-0 sugli irlandesi, hanno detto a Gattuso che Pio Esposito era sembrato più vivo, più incisivo e soprattutto più in forma di Retegui, ma la risposta del ct è stata un po’ vaga, quando sicuramente anche lui (soprattutto lui) si è accorto della differenza fra i due. Ma Retegui è una parte consistente della sua idea più brillante, gli deve qualcosa in termini di riconoscenza e nella sua testa potrebbe essere giusto dargli un’altra chance.

 

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