Pagina 2 | La riconoscenza che fa sbagliare

Leggi il commento sul ballottaggio tra Retegui e Pio Esposito in vista della finale playoff che l'Italia di Gattuso giocherà in Bosnia

La riconoscenza nella vita è un valore che solo i quaquaraquà, gli stupidotti e gli spocchiosi non conoscono. Nel gioco del calcio è un po’ diverso. In molti casi, che riguardano in buona parte i commissari tecnici, la riconoscenza si unisce alla fiducia e alla certezza di non sbagliare. E invece spesso si sbaglia.

Gattuso si fida di Retegui, ma Esposito scalpita

Gattuso è stato l’inventore della coppia di centravanti azzurri, Moise Kean e Mateo Retegui. È stata una bella intuizione che ha dato risultati notevoli. Nei 177' in cui sono stati schierati insieme hanno segnato 5 gol. Così Rino contro l’Irlanda non poteva fare altro che confermarli. La partita di giovedì sera, però, ha “spaccato” la coppia: da una parte un bomber pienamente recuperato (Kean), dall’altra un centravanti che, arrivando dalla sosta del campionato arabo, è stato in affanno per tutta la partita (Retegui). In conferenza stampa, subito dopo il 2-0 sugli irlandesi, hanno detto a Gattuso che Pio Esposito era sembrato più vivo, più incisivo e soprattutto più in forma di Retegui, ma la risposta del ct è stata un po’ vaga, quando sicuramente anche lui (soprattutto lui) si è accorto della differenza fra i due. Ma Retegui è una parte consistente della sua idea più brillante, gli deve qualcosa in termini di riconoscenza e nella sua testa potrebbe essere giusto dargli un’altra chance.

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia

Riconoscenza ed errori, i precedenti azzurri

Gattuso si fida di Retegui come Valcareggi si fidava dei ragazzi campioni d’Europa nel ‘68 e vice campioni del mondo nel ‘70, tanto che ne portò un bel po’ in Germania per il Mondiale del ‘74, ma la riconoscenza e la fiducia in giocatori che non erano più quelli di prima costò la panchina al ct e l’eliminazione immediata alla Nazionale. Con Ferruccio lavorava Bearzot, due friulani tutti d’un pezzo. Dopo il trionfo dell’‘82, per il Mondiale in Messico convocò nove campioni del mondo e uno di questi alla vigilia dell’esordio con la Bulgaria bussò alla porta di Enzo: «Non ce la faccio a giocare». Era Paolo Rossi, il capocannoniere di Spagna ‘82. In Messico fuori agli ottavi. In Sudafrica, nel 2010, c’era anche Gattuso, insieme ad un’altra mezza dozzina di campioni del mondo del 2006, come faceva Lippi a lasciarli a casa? Fuori nel girone. Potremmo aggiungere pure il caso di Balotelli che nell’Europeo del 2012 fu uno dei grandi protagonisti, per il Mondiale brasiliano Prandelli ci contava tanto (troppo), ma due anni dopo non era più lo stesso: subito a casa. Ora tocca a Rino decidere e non sarà una scelta facile. Se conta solo quello che si è visto in campo, Pio Esposito titolare a Zenica accanto a Kean. Se contano riconoscenza e fiducia, allora chissà...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia

Riconoscenza ed errori, i precedenti azzurri

Gattuso si fida di Retegui come Valcareggi si fidava dei ragazzi campioni d’Europa nel ‘68 e vice campioni del mondo nel ‘70, tanto che ne portò un bel po’ in Germania per il Mondiale del ‘74, ma la riconoscenza e la fiducia in giocatori che non erano più quelli di prima costò la panchina al ct e l’eliminazione immediata alla Nazionale. Con Ferruccio lavorava Bearzot, due friulani tutti d’un pezzo. Dopo il trionfo dell’‘82, per il Mondiale in Messico convocò nove campioni del mondo e uno di questi alla vigilia dell’esordio con la Bulgaria bussò alla porta di Enzo: «Non ce la faccio a giocare». Era Paolo Rossi, il capocannoniere di Spagna ‘82. In Messico fuori agli ottavi. In Sudafrica, nel 2010, c’era anche Gattuso, insieme ad un’altra mezza dozzina di campioni del mondo del 2006, come faceva Lippi a lasciarli a casa? Fuori nel girone. Potremmo aggiungere pure il caso di Balotelli che nell’Europeo del 2012 fu uno dei grandi protagonisti, per il Mondiale brasiliano Prandelli ci contava tanto (troppo), ma due anni dopo non era più lo stesso: subito a casa. Ora tocca a Rino decidere e non sarà una scelta facile. Se conta solo quello che si è visto in campo, Pio Esposito titolare a Zenica accanto a Kean. Se contano riconoscenza e fiducia, allora chissà...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia
1
La riconoscenza che fa sbagliare
2
Riconoscenza ed errori, i precedenti azzurri