In Bosnia: "Spia Italia all'allenamento". Cosa è successo in realtà
Il clima attorno alla sfida tra Bosnia e Italia si fa sempre più infuocato. Lo è diventato già subito dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord, con il video di Dimarco e Vicario che esultano al momento del successo ai rigori della Bosnia nell'altra semifinale contro il Galles. Un video che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web scatenando la rabbia dei bosniaci. Poi sono arrivate le parole di Muharemovic: "La Bosnia teme solo Dio, vogliamo mangiarci gli italiani". Come se non bastasse, nella giornata di lunedì è circolato anche un sospetto di spinaggio italiano ai danni degli allenamenti della Bosnia.
Cosa è successo alla vigilia di Bosnia-Italia
Dzeko e compagni hanno svolto una seduta di allenamento a porte chiuse alla vigilia della finale dei playoff di qualificazione al Mondiale contro l'Italia. I media bosniaci hanno pubblicato i video di un uomo in tenuta militare che si sarebbe avvicinato al centro sportivo dell'FK Sarajevo, dove la nazionale bosniaca si stava allenando. L'uomo si sarebbe fermato all'esterno del campo, circondato da una rete e da del filo spinato, per poi iniziare a filmare la seduta con uno smartphone. Subito sono scattate le accuse di spionaggio dei bosniaci contro gli italiani.
Caso "spionaggio" prima di Bosnia-Italia: bosniaci infuriati
I primi 15 minuti dell'allenamento erano a porte aperte, ma l'uomo si sarebbe trattenuto ben di più affacciato al campo. L'uomo in questione sarebbe un soldato italiano dell'EUFOR, le forze militari e civili multinazionali dell'Unione Europea impegnate in missioni di pace che stanno operando in Bosnia per l'Operazione Althea, con l'obiettivo di garantire un ambiente sicuro dopo gli accordi di Dayton. La base del comando si trova proprio nei pressi del campo di Butmir dove si sta allenando la nazionale bosniaca, come il quartier generale della NATO, che ospita il Battaglione Multinazionale (MNBN), personale di polizia militare, inclusi i Carabinieri italiani.
C'è la smentita, ma partirà la denuncia
Fonti della difesa fanno emergere che non si trattava di alcuna spia italiana per conto della Nazionale, nè che tantomeno avesse legami con altre attività. Semplicemente è un soldato italiano che si è ritrovato sul posto vista la vicinanza con la sua base di appartenenza e si sarebbe fermato a guardare l'allenamento di Dzeko e compagni. Nonostante sia stato appurato che non si trattasse di alcun caso di spionaggio, il caso ha avuto grandissima risonanza in Bosnia e il Servizio navale del Paese invierà una denuncia alla missione EUFOR.