Mancini futuro ct dell'Italia, arriva la domanda e lui risponde così: "Prossima..."
Ci ha messo un po' più del previsto dopo la clamorosa revoca, ma Roberto Mancini si è laureato campione del Qatar con l'Al Sadd. L'allenatore italiano ha dovuto rimandare la festa all'ultima giornata di campionato per festeggiare il 19esimo titolo nella storia del club. L'ex ct dell'Italia è sulla panchina del club qatariota dallo scorso novembre: in 13 partite di campionato, ha racimolato dieci vittorie, un pareggio e solamente due sconfitte. Ora la stagione è arrivata al termine e l'allenatore può dedicarsi anche alle iniziative per il sociale, come quella che l'ha visto impegnato al Circolo Canottieri Aniene come testimonial per la donazione del sangue. Occasione dove a margine ha parlato del suo futuro e di un possibile ritorno sulla panchina dell'Italia.
Le parole di Mancini
La Nazionale italiana, dopo il terzo Mondiale saltato consecutivamente, deve iniziare l'ennesimo nuovo ciclo. Gattuso ha lasciato il posto da commissario tecnico vacante, Baldini lo occuperà per le prossime due amichevoli per poi lasciarlo al nuovo allenatore a partire dalle prima partite della prossima edizione della Nations League. Uno dei nomi caldi per la panchina, nonchè l'ultimo ct a vincere un grande torneo con l'Italia, è quello di Roberto Mancini. A margine dell'evento, all'ex Inter è stato chiesto del suo possibile ritorno in Nazionale: "Io Ct azzurro? Prossima domanda [ride, ndr]. Non sono qui per parlare di questo".
La nostalgia dell'Italia e l'addio di Guardiola dal City
Rimane ancora tutto in bilico per il futuro della panchina della Nazionale, in attea dell'elezione del nuovo presidente federale e dei vari giri di panchine in Serie A. A Mancini un ritorno nel suo Paese non dispiacerebbe affatto: "Mi manca l'Italia? Quando si è all'estero manca sempre". Infine l'allenatore ha parlato anche dell'addio di Guardiola dalla panchina del City, posto che lui conosce bene e dove ha vinto il primo campionato della nuova era con gli sceicchi: "Faccio fatica a parlare di me, figurarsi gli altri. Non saprei, lui è stato tanti anni al City e ha vinto tantissimo. Vincere non credo sia logorante, ma l'allenatore è un mestiere difficile".