L'ex medico di Maradona nega le accuse e racconta: "Ecco che problemi aveva"
BUENOS AIRES (ARGENTINA) - Prosegue in Argentina il nuovo processo per la morte di Diego Armando Maradona, dopo che il primo è stato annullato per lo scandalo che ha coinvolto una delle giudici. Sette gli operatori sanitari imputati (accusati di aver trascurato l'ex campione del Napoli e dell'Argentina nei suoi ultimi giorni, fino alla morte avvenuta il 25 novembre 2020) e tra questi c'è il neurochirurgo Leopoldo Luque che, quasi in lacrime, ha fornito la sua versione in tribunale.
Morte Maradona, nuovo processo: parla Luque
"Gli volevo bene, era un mio amico" ha detto il medico, che è accusato di omicidio colposo e ha chiesto lui stesso di essere sentito, per contestare i risultati dell'autopsia e proclamare la sua innocenza. "Mi dispiace molto per la sua morte ma non sono io il responsabile - ha affermato Luque, che conobbe Maradona fra il 2016 e il 2017 -. Con Diego si creò un legame, perché la mia vita aveva alcune caratteristiche che lo colpirono. Siamo cresciuti entrambi in delle entrambe baraccopoli, giocavo a calcio dove giocava Diego. Con il tempo ho iniziato a vederlo come una persona, ma all'inizio era Dio per me".
Il racconto del medico sui problemi di Diego
Secondo Luque l'ex Pibe de Oro è peggiorato nell'anno della pandemia: "Non poteva uscire di casa, aveva problemi sentimentali, familiari, ho iniziato a vederlo triste. Beveva alcol. Io cercavo di aiutarlo, di fargli fare una terapia psichiatrica. Ha iniziato a respingermi, andavo e non mi riceveva. Ma era mio amico, l'ammirazione che provo per lui non se ne andrà mai, nemmeno in queste circostanze". Luque, che operò Maradona dopo la scoperta dell'ematoma subdurale alla testa, assicura di essere stato "l'unico che insisteva perché non tornasse a casa, perché pensavo che potesse tornare a bere. Volevo che restasse lì il più a lungo possibile. Ma lui voleva andarsene". E sul suo rapporto come medico ha aggiunto: "La mia ingerenza? Io ero il Luque delle emergenze, altro che il Luque che decideva tutto".