Robertson ai Mondiali con la Scozia, il pianto per Diogo Jota commuove tutti: "Sono a pezzi"
C'è il calcio: la Scozia batte la Danimarca al 93', evita i playoff e se ne va diretta, e felice, al Mondiale americano. E poi c'è la vita. Andrew Robertson è il capitano della Scozia nonché vice capitano del Liverpool. Ha quasi 32 anni, viaggia verso le 400 partite con i Reds e, quando smetterà, avrà un bel palmarès da raccontare ai nipoti. Ieri sera, quando è finita la partita e ha capito che sì, il sogno era realtà, si è commosso insieme ai suoi compagni di squadra. Ma il suo pianto aveva radici più profonde, una sorta di ingorgo emotivo triste e divertente insieme perché Robertson, mentre scorrevano i minuti, ripensava a quante cose aveva condiviso con Diogo Jota. Momenti belli e brutti, divertenti e pesanti: il calcio e la vita, insomma.
Robertson e le parole su Diogo Jota
Per questo, alla BBC e a chiunque lo abbia intervistato, ha detto: "Non riuscivo a togliermi dalla testa il mio amico Diogo Jota. Abbiamo parlato tanto della Coppa del Mondo. L’ho nascosto bene, ma oggi sono a pezzi. Conosco l’età che ho, questa potrebbe essere la mia ultima possibilità di andare ai Mondiali. Lui non è stato convocato l’ultima volta a causa di un infortunio, io non ci sono stato perché la Scozia non si è qualificata e abbiamo sempre discusso di come sarebbe stato partecipare ad un Mondiale insieme”. Diogo Jota è morto in un incidente questa estate col fratello: in America Robertson giocherà anche per lui.
