La bellissima favola di Undav: l’eroe per caso dei Mondiali figlio di immigrati

Madre siriana, padre curdo, la sua esplosione ricorda quella di Schillaci a Italia '90
Enzo Piergianni
3 min

La Germania festeggia il panchinaro turcomanno Deniz Undav, 30 anni da compiere tra un mese: con due gol spettacolari nell’arco di 34’ è diventato il salvatore della patria ribaltando il risultato contro la Costa d’Avorio. Due colpi fenomenali da centravanti purissimo. Con il primo ha insaccato l’1-1 con una strepitosa girata mancina al volo su azione da lui stesso avviata e rifinita dall’ex genoano Amiri. La seconda prodezza ha timbrato la vittoria con un’altra botta mancina servita in verticale da Nmecha negli ultimi secondi del recupero finale. Undav (numero 26) è subentrato a mezz’ora dalla fine al posto dello stonato Musiala. Ha celebrato la vittoria “all’americana” incrociando tre dita davanti alla bocca, come fa il cestista Jalev Brunson (New York Knicks) per i canestri da tre punti nella NBA.  

Undav, il super jolly nella storia tedesca dei Mondiali

Undav è figlio di immigrati in fuga dalla miseria, madre siriana e padre curdo. Dai genitori ha ereditato un carattere molto riservato nella vita privata (una figlia con la moglie Tanja) quanto assai concreto col pallone. «Undav è il super-jolly nella storia tedesca dei Mondiali», hanno commentato in coro i media. La sua esplosione ricorda l’avventura di Totò Schillaci a Italia ’90. Nel 2029 va a scadenza con un ingaggio annuo di circa 3 milioni netti milioni. La doppietta mondiale ha triplicato in un lampo la sua valutazione rispetto ai 26 milioni versati due anni fa dallo Stoccarda al Brighton, seconda tappa all’estero dopo una stagione in prestito ai belgi dell’Union Saint-Gilloise. Nelle poche apparizioni in Nazionale, solo 11 (ma appena 3 da titolare) per 427’ con 9 reti, finora era rimasto nell’ombra del purosangue tedesco Havertz. Contro la Costa d’Avorio, con l'incubo di una sconfitta, il ct Nagelsmann lo ha finalmente schierato al centro dell’attacco, come nello Stoccarda, spostando Havertz sulla fascia. 

 


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