Le speranze del Brasile e la spinta dall’Italia: Ancelotti è pronto per il debutto contro il Marocco
Allo scoccare della mezzanotte, entra in scena l’attesissimo Brasile di Carletto Ancelotti. Esordio a dir poco insidioso per la Seleçao, attualmente 6ª nel ranking Fifa, che se la vede al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, cioè lo stadio di New York, con il temibile Marocco, indietro di una sola posizione, che è reduce dal controverso trionfo in Coppa d’Africa sul Senegal. Chi si aggiudicherà l’incontro aumenterà esponenzialmente le possibilità di assicurarsi la vetta del Gruppo C, condiviso con la cenerentola Haiti e con la Scozia di McTominay, e di proseguire, così, l’avventura iridata disputando anche la gara degli ottavi nell’impianto newyorkese, che il prossimo 19 luglio, poi, ospiterà pure la finalissima. «Per il Brasile è una novità avere un ct straniero. Il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo ci mette in una posizione per essere competitivi in questo Mondiale. Siamo pronti per disputare il torneo», spiega Ancelotti. «Quando saremo in campo saremo concentrati. Il Marocco è un’ottima squadra, ho molto rispetto per loro. Noi faremo il massimo per il nostro pubblico», ha aggiunto.
Il Brasile con Ancelotti
C’è poco da girarci intorno: la Federazione brasiliana ha arruolato il tecnico di Reggiolo con la dichiarata intenzione di arrivare fino in fondo a una competizione che non festeggia, ormai, dal lontano 2002. Dopo il trionfo in Corea e Giappone, nelle successive edizioni i Pentacampões si sono arenati per quattro volte ad altezza quarti, mentre hanno chiuso al 4º posto il desolante torneo domestico del 2014. Di qui la decisione di affidare la riscossa al fresco 67enne Ancelotti, che ha festeggiato l’ultimo compleanno, in un clima particolarmente allegro, nel quartier generale di Basking Ridge, insieme alla squadra. Esaltante la nuova sfida a cui è chiamato l’allenatore emiliano, che rassicurato dal recente rinnovo che gli garantisce la panchina verdeoro fino all’estate del 2030, punta a completare la sua straordinaria collezione di titoli con la Coppa del Mondo, dopo aver vinto di tutto e di più, a livello di club, con i suoi cinque scudetti conquistati nei cinque principali campionati del Vecchio Continente, con Milan, Chelsea, Psg, Bayern e Real, le sue 5 Champions e i 15 titoli ottenuti alla guida dello stesso Real, che ne fanno il tecnico più vincente della storia della Casa Blanca.
Brasile, ultimi dubbi di formazione
In attesa del pieno recupero dell’idolo nazionale Neymar, alle prese con un malanno a un polpaccio, Ancelotti è chiamato a sciogliere gli ultimi dubbi sull’undici con cui darà il via al torneo. Con i due spagnoli Vinicius e Raphinha col posto assicurato, in attacco va risolto il ballottaggio tra il possente Igor Thiago e il Red Devil Matheus Cunha per il ruolo di centravanti. Il vero cruccio, però, riguarda la corsia destra, rimasta orfana dell’infortunato Wesley. A giocarsi il ruolo di terzino saranno l’ex Juventus Danilo e l’ex Roma Roger Ibañez.
Occhio al Marocco
Punta a partire col botto il Marocco. I Leoni dell’Atlante, alla 3ª partecipazione consecutiva, si presentano col nuovo ct Mohamed Ouahbi, che ha raccolto l’eredità di Walid Regragui, che ha chiuso con la vittoria nell’ultima Coppa d’Africa, arrivata a tavolino, dopo la pirotecnica finale che si era aggiudicata sul campo, ai rigori, il Senegal. A complicare i piani del nuovo allenatore, le indisponibilità dell’ultimo minuto di Abde e Aguerd, sostituiti da Sbai e Saadane. Potrebbe partire dal fischio d’inizio il romanista El Aynaoui.
