Conceicao e la battuta su Cannavaro: "Con mio padre non ne abbiamo parlato, ma..."

Le dichiarazioni del calciatore portoghese in conferenza a due giorni dalla sfida tra Portogallo e Uzbekistan
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Francisco Conceiçao si prepara alla seconda sfida del Portogallo nel Mondiale contro l'Uzbekistan e, nella conferenza stampa di Palm Beach, ha parlato del proprio ruolo in nazionale, del rapporto con il padre Sérgio e delle ambizioni della selezione lusitana dopo il pari al debutto contro il Congo. L'esterno della Juventus ha innanzitutto respinto l'etichetta di giocatore utile solo a gara in corso: "Dipende da cosa si intende. Vorrei essere conosciuto semplicemente come Francisco Conceiçao. Se si parla di un giocatore che entra solo negli ultimi 10 o 15 minuti, non è proprio così. Gioco nella Juventus, in Serie A, e sono stato titolare con continuità nella mia squadra. Dipende dal ruolo che si vuole attribuirmi. Voglio dimostrare di essere uno dei tanti che aiutano la Nazionale a raggiungere i propri obiettivi".

Conceicao, il rapporto con papà Sergio

Conceiçao ha poi ricordato il legame speciale con il padre Sergio, diventando la prima coppia padre-figlio portoghese a disputare un Mondiale: "Credo che quel Mondiale del 2002 non sia andato molto bene, visto che furono eliminati nella fase a gironi. È sempre un orgoglio sapere che mio padre ha giocato un Mondiale e che ora ci sono anch'io. Spero che la storia sia diversa. Mi ha raccontato che allora erano molto ambiziosi, avevano una generazione molto forte e puntavano ad arrivare il più lontano possibile. Mi ha anche detto che un piccolo errore può compromettere tutto. È proprio ciò che vogliamo evitare". Sul rapporto con il padre ha aggiunto: "Mio padre è il mio principale consigliere, non c'è nessuno migliore con cui parlare di calcio. Mi aiuta molto sia nel calcio sia nella vita personale".

La battuta su Cannavaro

Parlando invece di Fabio Cannavaro, ex compagno di squadra del papà e ct dell'Uzbekistan, il giocatore ha dichiarato: "Non abbiamo parlato di Cannavaro, ma so che è stato un grande giocatore, una leggenda. Conosco però bene gli allenatori italiani e so che la loro strategia sarà ritardare il più possibile il nostro gol. Sappiamo quali difficoltà ci aspettano". Guardando al torneo, Conceiçao ha ribadito le ambizioni del Portogallo: "A livello collettivo vogliamo arrivare il più lontano possibile. Abbiamo qualità per riuscirci, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo. Non serve guardare troppo avanti se prima non riusciamo a vincere le partite del girone. A livello individuale, sono semplicemente uno dei tanti che vuole aiutare: che giochi 10 minuti o 90, sono qui per dare il massimo. Sto realizzando il sogno di rappresentare il mio Paese nella più grande competizione del mondo. Da me potete aspettarvi il massimo". Infine, un passaggio sulla prossima avversaria: "L'Uzbekistan è una squadra che gioca con una linea difensiva a cinque e ha un allenatore italiano che conosco. La fase difensiva è il loro punto di forza. Sta a noi creare opportunità, arrivare in area, calciare verso la porta e fare tutto il possibile per mettere in difficoltà la loro difesa".

 


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