Pagina 2 | Milan-Como fortemente a rischio a Perth: quali sono le ipotesi

La trasferta a Perth, la prima di Serie A fuori dai confini italiani, può saltare a causa delle regole imposte dall’Afc  su sponsor e arbitri: cosa succede ora

MILANO - La trasferta a Perth per disputare Milan-Como nel mese di febbraio è fortemente a rischio e può concretamente saltare. I due club sono in contatto costante con la Lega serie A per capire come organizzare nel caso in cui si arrivasse al no definitivo al match in Australia. In verità una risposta della Fifa potrebbe arrivare a breve proprio su sollecitazione della Lega stessa. Infatti il presidente Ezio Simonelli ha chiesto agli organi competenti che venga presa una decisione finale, che sia negativa o positiva, e spera di ricevere una comunicazione ufficiale entro massimo dieci giorni. Sia l’amministratore delegato Luigi De Siervo, che il presidente della Lega Simonelli, in questi mesi hanno sperato di organizzare il primo match di campionato fuori dai confini italiani, e sarebbe stata la prima volta in assoluto. Ma le indiscrezioni che arrivano nelle ultime ore portano tutte verso un’unica direzione, ovvero che l’ipotesi Perth sta per concludersi negativamente per chi sognava di vedere la prima partita di serie A all’estero. Il pessimismo si è diffuso soprattutto a causa di alcune regole rigide imposte dalla federazione asiatica, in particolare sui diritti commerciali nello sponsorizzare il match oppure sulla scelta della terna arbitrale, che secondo l'Asian Football Confederation sarebbe dovuta essere australiana e non italiana. Una serie di condizioni che hanno portato ad una fase di stallo difficilmente superabile, a meno di un intervento forte da parte della Fifa.


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Milan-Como, l'ipotesi recupero

La gara dell’8 di febbraio dunque potrebbe giocarsi in Italia, più precisamente a San Siro. L’unica alternativa possibile è quella di spostare la data del match al primo slot utile per recuperarla. Le due possibilità sono il 17 febbraio oppure il giorno 24 dello stesso mese, con Milan e Como che non disputeranno le coppe e dunque disponibili ad accettare questa soluzione. Al momento sembrano queste le uniche possibilità percorribili: o si gioca a Milano, e quindi a San Siro, o a Perth. Non c’è altra strada.

L'esultanza di tifosi e giocatori

La notizia che la sfida tra Milan e Como in Australia possa saltare ha raccolto invece tanti consensi tra i tifosi, da sempre contrati a questa idea. Infatti con il possibile annullamento della trasferta oltreoceano le due tifoserie potranno sostenere dal vivo le loro squadre del cuore come fanno ogni turno di campionato. Ma anche i giocatori sono sempre stati favorevoli a non spostare la location in Australia per evitare lunghi viaggi e possibili infortuni. Si eviteranno almeno quaranta ore di volo totali (andata e ritorno) in pochi giorni, e di conseguenza sia jet lag e fuso orario che potrebbero gravare sulle prestazioni dei giocatori di Milan e Como. Sono stati per primi i giocatori rossoneri ad opporsi con dichiarazioni forti ed eloquenti. Rabiot aveva definito «completamente folle» l’idea di giocare il match a Perth. Dello stesso avviso il capitano Maignan che due mesi fa aveva detto: «Non capisco perché si giochi all’estero, perdiamo una partita in casa».


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Milan-Como, l'ipotesi recupero

La gara dell’8 di febbraio dunque potrebbe giocarsi in Italia, più precisamente a San Siro. L’unica alternativa possibile è quella di spostare la data del match al primo slot utile per recuperarla. Le due possibilità sono il 17 febbraio oppure il giorno 24 dello stesso mese, con Milan e Como che non disputeranno le coppe e dunque disponibili ad accettare questa soluzione. Al momento sembrano queste le uniche possibilità percorribili: o si gioca a Milano, e quindi a San Siro, o a Perth. Non c’è altra strada.

L'esultanza di tifosi e giocatori

La notizia che la sfida tra Milan e Como in Australia possa saltare ha raccolto invece tanti consensi tra i tifosi, da sempre contrati a questa idea. Infatti con il possibile annullamento della trasferta oltreoceano le due tifoserie potranno sostenere dal vivo le loro squadre del cuore come fanno ogni turno di campionato. Ma anche i giocatori sono sempre stati favorevoli a non spostare la location in Australia per evitare lunghi viaggi e possibili infortuni. Si eviteranno almeno quaranta ore di volo totali (andata e ritorno) in pochi giorni, e di conseguenza sia jet lag e fuso orario che potrebbero gravare sulle prestazioni dei giocatori di Milan e Como. Sono stati per primi i giocatori rossoneri ad opporsi con dichiarazioni forti ed eloquenti. Rabiot aveva definito «completamente folle» l’idea di giocare il match a Perth. Dello stesso avviso il capitano Maignan che due mesi fa aveva detto: «Non capisco perché si giochi all’estero, perdiamo una partita in casa».


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