La Lazio cade all'Olimpico: Ederson e Zalewski spingono l'Atalanta al sesto posto, ma si ferma Raspadori

In uno stadio semideserto Sarri battuto 2-0 da Palladino, che perde l'attaccante ma scavalca il Como prima della trasferta di Champions League a Dortmund: i dettagli
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ROMA - In attesa della doppia semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta e in un Olimpico semideserto per la protesta a oltranza dei tifosi nei confronti del presidente Claudio Lotito, la Lazio viene battuta 2-0 dalla stessa Dea nel match valido per la 25ª giornata di Serie A. Una prova generosa quella dei biancocelesti di Sarri, autori di un buon primo tempo ma arrivati forse con il fiato un po' corto dopo il pari beffa in casa della Juve e il blitz di tre giorni fa Bologna, dove sono riusciti comunque a mantenere vivo quello che resta di fatto l'unico obiettivo stagionale. A tre giorni dall'andata dei playoff di Champions League sul campo del Borussia Dortmund invece, un'Atalanta cinica capitalizza il rigore (tocco con il braccio di Cataldi) trasformato da Ederson a fine primo tempo e la rete segnata nella ripresa dall'ex romanista Zalewski, che consentono a Palladino di salire al sesto posto a +1 sul Como (ko in casa contro la Fiorentina) e a +9 sulla stessa Lazio. In casa nerazzurra però c'è ansia per le condizioni di Raspadori, uscito per un problema muscolare.

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Le scelte di Sarri e Palladino

Alla terza gara in sei giorni, Sarri deve fare a meno dello squalificato Romagnoli e degli infortunati Basic, Zaccagni e Pedro: spazio a Provstgaard in difesa e per Dele-Bashiru in mediana, dove torna titolare Cataldi al posto di Rovella, mentre in attacco tocca a Noslin sulla sinistra con Maldini confermato da centravanti. Tra gli ospiti invece fuori De Ketelaere, operato giovedì per un problema al ginocchio destro: alle spalle di Krstovic ci sono Zalewski e Samardzic (inizio in panchina per Raspadori e Scamacca).

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Ederson sblocca dal dischetto prima del riposo

È la Lazio a partire meglio, con Noslin che costringe subito al giallo Scalvini (su una splendida verticalizzazione di Cataldi) e Isaksen che fa lo stesso due minuti dopo con Ahanor (anche lui lanciato dal capitano biancoceleste). Il danese è ispirato e, dopo essere stato anticipato da Carnesecchi in uscita (12'), ne testa i riflessi con un sinistro dalla distanza (15'). L'Atalanta prova a reagire e al 16' va vicinissima al gol: lancio di Zalewski per Bernasconi che elude l'uscita di Provedel e serve Krstovic, la cui conclusione a colpo sicuro viene provvidenzialmente deviata con la testa sopra la traversa da Provstgaard. Lo stesso Krstovic ferma poi Isaksen lanciato in ripartenza: ci sarebbe stata l'ammonizione, non c'è neanche il fallo perché l'arbitro Sacchi lascia proseguire. La Lazio insiste: cross dalla sinistra di Noslin, sponda di Tavares e mezza rovesciata di Taylor che non preoccupa però Carnesecchi (19'). La Dea tiene botta in difesa e prova a rendersi pericolosa da corner: cross di Samardzic e colpo di testa di Ahanor che sfiora il palo. Dopo essersi fatto scappare via per l'ennesima volta Isaksen e già ammonito, il difensore viene però richiamato in panchina da Palladino che lo sostituitsce con Kolasinac (25'). L'Atalanta soffre però anche sull'altra fascia dove uno spunto di Noslin porta alla sponda di Maldini per Taylor, che calcia di prima con il sinistro e scheggia il palo (al 27' con deviazione di Carnesecchi). Dopo un innocuo destro a giro di Noslin (30') e un sinistro in curva di Zalewski (31'), la gara si sblocca sul finire del primo tempo: su un cross di Zappacosta intervenie Cataldi in scivolata (39') toccando la palla in area con il braccio e l'abitro assegna il rigore per l'Atalanta, trasformato con freddezza (dopo la revisione Var) da Ederson che spiazza Provedel (41').

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Fuori Gila, raddoppia Zalewski

Si va al riposo con la Dea avanti 1-0 e al rientro in campo ci sono tre volti nuovi: tra i biancocelesti Patric al posto di Gila (che aveva chiuso sofferente per un colpo ricevuto sulla gamba sinistra), tra gli ospiti Raspadori e Kossounou prendono il posto di Samardzic e dell'ammonito Scalvini. Subito un brivido a inizio ripresa, con la Lazio che chiede il rigore per un tocco di mano in area da parte di Zappacosta: dopo un lungo check viene confermato il tocco con la mano del difensore atalantino, ma viene certificato anche l'iniziale fuorigioco di Tavares che gli era andato a contendergli il pallone. La squadra di Sarri non molla, ma Carnesecchi risponde presente sulla girata di testa di Noslin sugli sviluppi di un corner (52'). Negli spazi lasciati ora liberi dalla Lazio prova allora a tuffarsi l'Atalanta, che al 60' raddoppia con Zalewski: destro dal limite e palla all'angolino. Alto invece al 67' il tiro di Maldini, che trasloca a sinistra subito dopo quando Sarri getta nella mischia Ratkov e Rovella (fuori Noslin e Cataldi), mentre Sulemana al posto di Zalewski è la mossa di Palladino (70').

Palo di Ratkov e Lazio ko, vola l'Atalanta

Tra i biancocelesti inizia farsi sentire la stanchezza, ma a suonare la carica ci prova in percussione Rovella, sul quale spende il giallo Bernasconi (74'): sulla punizione seguente Maldini non riesce a sorprendere Carnesecchi (75'). Per fermare Raspadori lanciato in contropiede si prende poi l'ammonizione anche Taylor, che viene immediatamente sostituito con Cancellieri (79') da Sarri che si gioca così il finale con un 4-2-3-1. Prova ad accendersi Ratkov: una conclusione deviata in corner (84') e un colpo di testa fuori misura (87'). Nella Lazio entra anche Dia (dentro per Isaksen all'89') mentre la Dea resta in dieci, perché dopo l'ingresso di Bellanova per Zappacosta (83') i cambi sono esauriti e finisce ko per un problema muscolare Raspadori, costretto a lasciare il campo. La Lazio prova ad aprofittarne ma trova un altro palo: colpito di testa da Ratkov su corner di Nuno Tavares, con Maldini che non riesce poi a ribadire in tap-in (89'). È l'ultima vera chance della gara: biancocelesti ko e Atalanta sempre più lanciata nella sua rimonta verso le zone alte della classifica.

 

 

 

 


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