Quante sono le probabilità di andare in Champions? L'algoritmo Opta svela la favorita per il quarto posto

18 big match negli ultimi 10 turni: è bagarre per la Champions. Ma per il quarto posto l'algoritmo vede favorita una squadra 

Dopo Gatti-gol è cambiato tutto: Milan e Napoli cercano lo sprint, Como e Roma vedono un bivio. Anche l'Atalanta ancora in corsa ma con il cammino peggiore
Giorgio Marota

Come in tutte le grandi storie, in un attimo è girato il vento. La brezza leggera che domenica 1° marzo soffiava su un Olimpico in festa, accarezzando il biondo Tevere e strizzando l’occhio a quel principio di primavera, è diventata una bora audace, in grado di spazzare via le certezze della Roma e al tempo stesso le paure della Juve. Gatti deve averlo urlato ad alta voce mentre esultava per il 3-3: e adesso rifate i conti. Non serve scomodare lo Zecchino d’Oro, ma la canzoncina riecheggia forte: 44 Gatti (come il minuto in cui Federico ha fatto il suo ingresso in campo), in fila per sei (i calciatori di Gasp che potevano marcarlo e sono rimasti a guardare), col resto di due (proprio i punti persi dai giallorossi per colpa di quella rete), si unirono compatti (nella zona Champions). Prima che l’inerzia del campionato mutasse all’improvviso, la fotografia del minuto 93’ sembrava l’istantanea di una fuga: Roma 53, Como 48, Juve 46. Un minuto dopo, il -7 dei bianconeri era ritornato -4 e il -5 dei “Fabregas boys” si era ridotto a -3. In questo gioco che si diverte a cambiare le carte sulla tavola degli uomini, sembra sempre esserci un nesso tra le cause e gli effetti. Così Genoa-Roma è stata forse la prosecuzione ideale di quel Roma-Juve e il 2-1 di Vitinha l’eredità del 3-3 di Gatti. "Non siamo fortunati in questo periodo", ha ammesso candidamente GPG, citando i due episodi. Così, a 10 partite dalla fine dei giochi, Gian Piero e Cesc viaggiano appaiati verso lo scontro diretto sul lago. E Lucio, una settimana fa sull’orlo di una crisi di nervi, adesso li bracca entrambi con un calendario forse più agevole.

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La Juve di Spalletti e la pazzesca ipotesi di fuga Champions fra tre settimane

Sabato sera la Signora giocherà a Udine con la possibilità di compiere un clamoroso doppio sorpasso e mettere i duellanti, in campo domenica l’uno contro l’altro, alle strette: chi vince tiene il passo, chi perde rischia il contraccolpo e in caso di pareggio godrebbe comunque Spalletti. Insomma, comunque vada sarà un turno a vincere per l’ex ct della Nazionale che tra Udinese, Sassuolo e Genoa può addirittura prendere in largo dopo aver rischiato di annegare. Da questa frenetica corsa per il quarto posto non va ancora esclusa l’Atalanta, l’unica che la Champions oltre a sognarla continua a giocarla a testa alta e petto in fuori. Stasera la pratica Bayern - l’andata degli ottavi - sarà un piacevolissimo intermezzo per Palladino, l’ultimo dei mohicani di una deludente spedizione italiana. In campionato è attardato – citofonare a casa Juric per ulteriori info – e in Serie A dovrà affrontare Inter, Juve, Roma, Milan, Bologna e Fiorentina. Ad attenderlo c’è un percorso da brividi, incastonato tra gli impegni europei e la semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio. Se la Dea è in corsa, il Diavolo non può certo considerarsi al riparo da trappole. Va bene, ha steso per la seconda volta in pochi mesi l’Inter capolista, ma aver messo il primo posto nel mirino non blinda automaticamente né il secondo, né il terzo, né tantomeno il quarto. Dal Milan all’Atalanta sono tutte dentro il gran calderone dei posti europei, per regolamento sei assegnabili dal campionato e un altro dalla coppa nazionale. Non ha ancora raggiunto l’obiettivo Allegri e non lo ha fatto neppure Conte, a +5 da Como e Roma in seguito alle ultime due vittorie. Gli azzurri avranno Milan, Lazio e Bologna - tre dei quattro big match (l’altro è il Como) - tutte al Maradona: il posto nel Paradiso dei ricavi potranno con quistarlo sotto casa, un privilegio non da poco.

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Cosa dice l'algoritmo sulla corsa alla Champions

Questa Serie A è così avvincente da rendere imprevedibile l’esito persino per l’algoritmo, che prevede a fine torneo 68,14 punti per la Roma e 68,06 per il Como. Ma non fatevi ingannare dallo score, perché le percentuali di qualificazione in Champions - quelle che tengono conto pure dei calendari - premiano i sorprendenti biancoblù: Opta dà a Fabregas il 37,78% di possibilità di farcela, lasciando a Juve (34,57%) e Roma (33,91%) meno opzioni e, viceversa, una probabilità più alta di finire in Euroleague. Per fortuna del calcio e dei suoi tifosi, alla fine conterà l’intelligenza umana di tecnici e calciatori. Eppure l’indicazione statistica uno spunto di riflessione lo offre: le gerarchie possono essere ribaltate nel campionato che aspetta tutti fregandosene però delle tradizioni. Chi considera il Como un terzo incomodo dovrà farci i conti fino alla fine, incrociando calcoli e speranze con le 18 grandi sfide che finiranno inevitabilmente per rallentare qualcuno. Si partirà da Como-Roma e da Inter-Atalanta nel prossimo turno fino ad arrivare ai derby che faranno scorrere i titoli di coda, quello capitolino alla 37ª e la stracittadina torinese all’ultima curva. Prepariamoci a sorpassi, controsorpassi e polemiche. L’arrivo al fotofinish non è neppure quotato.

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Come in tutte le grandi storie, in un attimo è girato il vento. La brezza leggera che domenica 1° marzo soffiava su un Olimpico in festa, accarezzando il biondo Tevere e strizzando l’occhio a quel principio di primavera, è diventata una bora audace, in grado di spazzare via le certezze della Roma e al tempo stesso le paure della Juve. Gatti deve averlo urlato ad alta voce mentre esultava per il 3-3: e adesso rifate i conti. Non serve scomodare lo Zecchino d’Oro, ma la canzoncina riecheggia forte: 44 Gatti (come il minuto in cui Federico ha fatto il suo ingresso in campo), in fila per sei (i calciatori di Gasp che potevano marcarlo e sono rimasti a guardare), col resto di due (proprio i punti persi dai giallorossi per colpa di quella rete), si unirono compatti (nella zona Champions). Prima che l’inerzia del campionato mutasse all’improvviso, la fotografia del minuto 93’ sembrava l’istantanea di una fuga: Roma 53, Como 48, Juve 46. Un minuto dopo, il -7 dei bianconeri era ritornato -4 e il -5 dei “Fabregas boys” si era ridotto a -3. In questo gioco che si diverte a cambiare le carte sulla tavola degli uomini, sembra sempre esserci un nesso tra le cause e gli effetti. Così Genoa-Roma è stata forse la prosecuzione ideale di quel Roma-Juve e il 2-1 di Vitinha l’eredità del 3-3 di Gatti. "Non siamo fortunati in questo periodo", ha ammesso candidamente GPG, citando i due episodi. Così, a 10 partite dalla fine dei giochi, Gian Piero e Cesc viaggiano appaiati verso lo scontro diretto sul lago. E Lucio, una settimana fa sull’orlo di una crisi di nervi, adesso li bracca entrambi con un calendario forse più agevole.

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