18 big match negli ultimi 10 turni: è bagarre per la Champions. Ma per il quarto posto l'algoritmo vede favorita una squadra
Come in tutte le grandi storie, in un attimo è girato il vento. La brezza leggera che domenica 1° marzo soffiava su un Olimpico in festa, accarezzando il biondo Tevere e strizzando l’occhio a quel principio di primavera, è diventata una bora audace, in grado di spazzare via le certezze della Roma e al tempo stesso le paure della Juve. Gatti deve averlo urlato ad alta voce mentre esultava per il 3-3: e adesso rifate i conti. Non serve scomodare lo Zecchino d’Oro, ma la canzoncina riecheggia forte: 44 Gatti (come il minuto in cui Federico ha fatto il suo ingresso in campo), in fila per sei (i calciatori di Gasp che potevano marcarlo e sono rimasti a guardare), col resto di due (proprio i punti persi dai giallorossi per colpa di quella rete), si unirono compatti (nella zona Champions). Prima che l’inerzia del campionato mutasse all’improvviso, la fotografia del minuto 93’ sembrava l’istantanea di una fuga: Roma 53, Como 48, Juve 46. Un minuto dopo, il -7 dei bianconeri era ritornato -4 e il -5 dei “Fabregas boys” si era ridotto a -3. In questo gioco che si diverte a cambiare le carte sulla tavola degli uomini, sembra sempre esserci un nesso tra le cause e gli effetti. Così Genoa-Roma è stata forse la prosecuzione ideale di quel Roma-Juve e il 2-1 di Vitinha l’eredità del 3-3 di Gatti. "Non siamo fortunati in questo periodo", ha ammesso candidamente GPG, citando i due episodi. Così, a 10 partite dalla fine dei giochi, Gian Piero e Cesc viaggiano appaiati verso lo scontro diretto sul lago. E Lucio, una settimana fa sull’orlo di una crisi di nervi, adesso li bracca entrambi con un calendario forse più agevole.
