Lecce-Juve, vietato sbagliare: le mosse di Spalletti e l’idea di Di Francesco
Questione di testa, di mentalità, di coraggio. La Juve, azzerati i bonus, deve rialzare lo sguardo e la testa. Resta un centimetro come in “Ogni maledetta domenica” di Al Pacino per blindare la Champions davanti alla Roma. Può essere niente o tutto, a patto di riprendere a correre.
Lecce-Juve, la partita più scivolosa per la squadra di Spalletti
Allo stadio di Via del Mare, dove il vento tira forte, sembra la partita più scivolosa dentro la volata per il quarto posto. Lo saranno anche le ultime due con Fiorentina e Toro, ma questa viene dopo lo stop con il Verona e una settimana piena di apprensioni. Ecco l’aspetto psicologico da domare. I precedenti confortano Spalletti: ogni volta in cui la Juve sembrava vicina al baratro (come all’Olimpico sul 3-1 per la Roma o dopo il ko di Napoli a dicembre) ha reagito con personalità e ha ripreso a viaggiare con un passo più spedito.
Occhio a questo Lecce, tutta Roma tifa Di Francesco
Controindicazioni. La prima riguarda la spensieratezza del Lecce. Deve sopportare una pressione diversa e avrà il sostegno di uno stadio caldissimo. Viene dal successo di Pisa e da due pareggi con Verona e Fiorentina. Si gioca il jackpot salvezza: perdere con la Juve ci sta, se fa un punto o ribalta il pronostico si mette in sicurezza, togliendo fiducia alla Cremonese, di cui si può mettere in conto la probabile vittoria con il Pisa. Tutta Roma tifa Eusebio. Il Lecce, se restare con un punto di margine nelle ultime due, dovrebbe difendere la Serie A con il Sassuolo (fuori) e il Genoa (in casa). Lo spezzatino del calendario può giocare un ruolo. Pensate alla Juve: se viene fermata dal Lecce, rischia il sorpasso domenica, quando la Roma entrerà al Tardini di Parma con la freccia inserita. Se vince, può trasmettere ansia ai giallorossi di Gasp. Di sicuro il Como, sesto, ha il calendario più semplice e può chiudere a quota 71.
Spalletti e Di Francesco, destini incrociati
DESTINI INCROCIATI. Occhio alla brillantezza del Lecce: allo Stadium, complice il rigore fallito da David, strappò il pari grazie al raid di Banda. Di Francesco sa come pressare la linea arretrata della Juve e conosce benissimo Spalletti, non ha solo ereditato il suo posto alla Roma nel 2017. Dodici anni prima avevano lavorato insieme a Trigoria. Eusebio si era ritirato dal calcio e tornò alla Roma con il ruolo di team manager. Una sola stagione prima di capire che la sua carriera sarebbe proseguita da allenatore. Qualcosa in quei mesi riuscì ad assorbire dal tecnico di Certaldo, appena arrivato da Udine. Era il 2005/06, stava nascendo la favola di Totti centravanti. Tutti e due abitavano all’Eur. DiFra nella stessa strada di Domenichini, storice vice di Lucio.
