Incerti giorni: il delirio estivo della Serie A
Breve ma intenso. Giovedì 4 giugno. Ieri. Tra poco più di un mese iniziano i ritiri della Serie A. Il Milan non ha allenatore, direttore sportivo, amministratore delegato e un caposcout che si credeva ds: calpestata l’immagine del club italiano più famoso al mondo. Proseguo. Il Napoli non ha ancora l’allenatore perché al Milan non c’è nessuno in grado di firmare la risoluzione del contratto di Allegri. La Roma è senza direttore sportivo e Ceo. La Fiorentina non ha il tecnico, ma Big is coming. Il Bologna l’ha appena annunciato: da Italiano a Tedesco. La Juve ha perso Vlahovic a zero perché suo padre ha chiesto 30 milioni alla firma, ovvero 5 più di quelli pretesi da David; Dusan che voleva restare è furibondo. Il Sassuolo non ha ancora scelto chi sostituirà Grosso. Il Lecce ha appena perso il responsabile tecnico delle quattro salvezze consecutive Corvino. Il Cagliari ha salutato Angelozzi. Il Torino non è convinto di D’Aversa. Quattro società dovranno fare mercato a saldo zero.
E poi uno si domanda perché il calcio italiano non è ai Mondiali per la terza volta di fila. I rigori sbagliati, certo. Ma poi… gli unici programmi che interessano i nostri dirigenti sono quelli delle pay. Che pagano. Il peggiore di tutti i mali? L’incertezza.
Che cos’è oggi il calcio italiano, per poter fare progetti?
