Thiago Motta, c’è un Bologna da convincere

Medel e Zirkzee i primi due casi. Ecco il metodo dell’italo-brasiliano e la soluzione per chi non si adegua
Thiago Motta, c’è un Bologna da convincere© FOTO SCHICCHI
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Giorgio Burreddu
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BOLOGNA - Gerarchie sì, ma Thiago Motta non accetterà nessun compromesso nella gestione del Bologna. «Non sono negoziabili», aveva detto in conferenza stampa il tecnico italo-brasiliano riferendosi all’impegno e all’intensità. Chi nelle ultime ore ha voluto precisare il proprio punto di vista verrà ascoltato, ma Thiago non si farà condizionare da nessuno. Né da Zirkzee, che ha compreso come il suo ruolo e la sua presenza in campo passeranno anche dalla sfida interna con Arnautovic, né tantomeno da Medel. Nelle ultime ore, dal ritiro della sua nazionale, il cileno ha fatto sapere che preferisce giocare in una difesa (a 3 o a 4, non fa differenza) evidenziando indirettamente come il ruolo a centrocampo visto contro l’Empoli, ruolo fatto per una vita, non sia più nelle sue corde. La precisazione «sceglierà il mister», oltre a essere la battuta classica della sceneggiatura calcistica, è però anche una sacrosanta verità. Sceglierà Thiago, questa è l’unica regola del suo football club. E adesso vuole convincere tutti che è quella giusta. Anche perché l'allenatore non vuole essere costretto ad affrontare giganti come Vlahovic o Milik con il cileno dietro. Se dirà no al centrocampo, potrebbe entrare a gara in corso (magari 20' nel secondo tempo).

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Il primo mini-bilancio

In vista della Juve non è un dettaglio. Medel sarà impegnato domani contro il Qatar e tra mercoledì e giovedì sarà di nuovo in gruppo. E lo stesso Zirkzee (anche lui in campo domani contro la Romania U21). Al rientro dalle nazionali Thiago parlerà anche con loro. Ma il primo mini-bilancio della sua gestione c’è, ed è racchiuso nei commenti dentro lo spogliatoio: un bilancio positivo perché Thiago Motta è ben visto dai giocatori, che sono felici di averlo come allenatore. L’età è un punto a suo favore, i quarant’anni avvicinano Thiago all'età della nuova ondata, la new generation che deve ancora crescere, ma lo rende sufficientemente autorevole con i veterani visto il curriculum. Niente lunghe, lunghissime riunioni con i video: Thiago è un pragmatico, preferisce il campo alle sale con i maxischermi. Riunioni tattiche che comunque vengono fatte soprattutto a due giorni dalla sfida. La sua gestione è molto legata al mattino. Al Psg ha imparato che il momento della colazione tutti insieme è utile. Ma non è l’unico aspetto. In questi giorni, anche se privo dei big, Thiago sta lavorando molto sulla testa. Vuole tre cose: tutte diverse. Intensità, intensità, intensità. Fisica, atletica, e soprattutto mentale. Sta spingendo molto su questo aspetto. Che ha imparato a sue spese, al Genoa, dove non era riuscito a far remare tutti dalla stessa parte (non fino in fondo). Conta il collettivo, per Thiago. Per questo non sarà prigioniero di nessun capriccio.

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Alla scoperta della città

Sabato è arrivata in città la moglie del tecnico rossoblù. E’ lei che si sta occupando della scelta della casa e probabilmente sarà in centro a Bologna. La città Thiago l’ha visitata solo in queste ore, proprio per l’arrivo della sua compagna. Al momento è ancora in albergo e l’unica strada che conosce è quella: hotel-Casteldebole. Motta è concentrato e fino a novembre, quando ci sarà la pausa per il Mondiale, vuole fare tutta una tirata. Niente respiri, né relax. Motta ha confessato di aver trovato un ambiente per certi versi anestetizzato. Anche per questo ha optato per una rivoluzione tattica. Non è poco, il suo è il segno di un grande cambio di passo. Che però deve ancora trovare il pieno sostegno pratico da parte della squadra. La settimana che inizia e che porta alla Juve, dunque, sarà decisiva anche per questo. Motta sta portando i giocatori dalla sua, molti sono già convinti, altri devono essere gestiti. Ma l’allenatore è sicuro di avere il polso giusto per questo spogliatoio.

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