Il Bologna e il peso enorme dei soliti errori: tutte le disattenzioni che sono costate carissime
BOLOGNA - Come buttarsi via e buttare via un’annata per una collana infinita di errori quando di uno, quando di un altro, quando di un altro ancora, che hanno infarcito anche le prestazioni più positive. E che in termini di punti hanno significato l’addio forse al quinto posto, se non al quarto, di sicuro a un posto in classifica in campionato che avrebbe regalato un altro sbarco in Europa, altrettanto di sicuro il passaggio diretto agli ottavi di Europa League e forse ora il passaggio alle semifinali. Sì, a ciò vanno aggiunte le due o tre partite che il Bologna ha perso per quello che è il suo credo tattico, non sopportando e non supportando più a un certo punto del campionato i tre calciatori di attacco alle spalle della prima punta e anche le «papere» che sono state tante, troppe sia di Skorupski che di Ravaglia, finendo per condizionare pesantemente il comportamento del Bologna in campionato e in Europa League. L’ultima volta giovedì sera nella cornice meravigliosa di un Dall’Ara vestito a festa contro l’Aston Villa, con Ravaglia che è stato protagonista negativo in tutte e tre i gol segnati dai Villans, anche se con percentuali di responsabilità diverse.
Bologna, tra responsabilità e sfortuna
TRA COLPE E IELLA. C’è un motivo per il quale i calciatori del Bologna hanno avuto per tante volte l’errore in canna, riaprendo partite già vinte, compromettendone altre che erano state riagguantate o chiudendole con una sconfitta quando erano ancora in bilico? Che sia una mancanza di qualità? Oppure di poca attenzione? Oppure di supponenza e superficialità? O che sia solo l’andamento di un campionato dentro il quale si è innescato un meccanismo perverso che porta sempre a sbagliare questo o quel calciatore? Forse un po’ di tutto ciò, anche se, inutile negarlo, ci sono campionati in cui prendi gol sempre su palla inattiva e altri in cui li fai, come ci sono campionati in cui fai sempre gol nei minuti finali e altri in cui li prendi, come ci sono campionati in cui commetti un errore e ti va sempre fatta bene e altri in cui li commetti e gli avversari ti puniscono sempre. O campionati in cui non hai mai infortuni importanti e altri nel corso dei quali te ne capitano di tutti i colori. Perché anche se non può e non deve rappresentare un alibi la componente fortuna eccome se incide. Sempre giovedì sera quelli dell’Aston Villa hanno fatto due errori da biro blu e per due volte l’hanno fatta franca per un mezzo piede di Castro scovato in fuorigioco dal Var e un pallone che ha picchiato sotto la traversa, ballato sulla linea e uscito fuori, di contro quelli del Bologna hanno sbagliato tre volte e per tre volte sono stati puniti.
Bologna, eccessivo riposo?
ERRORI E RIPOSO. Anche i portieri, è vero, ci hanno messo tanto del loro, dando poco e togliendo tanto al Bologna. Come prima Skorupski e poi Ravaglia contro il Genoa, come Skorupski contro il Celtic o come Ravaglia contro il Sassuolo e in compartecipazione con Miranda a Cremona, e non sarebbe finita qua. Infine, c’entra poco ma lo rimarchiamo: il Bologna negli ultimi 18 giorni ne ha fatti 7 di riposo, gli ultimi due dopo Cremona e l’Aston Villa. Ebbene, non sarebbe stato consigliabile se almeno ieri Italiano avesse convocato l’intera squadra a Casteldebole non fosse altro per farle rivisitare ancora una volta tutti gli errori via via commessi (tanto uguali che sembrano fatti con lo stampino) per i quali ha buttato via un’annata che avrebbe potuto essere molto più bella?
