Il Bologna blinda Italiano: la presa di posizione e il silenzio prima della Roma
Blindato. Così è, e non si torna indietro. Punto e basta. Come d’altra parte aveva assicurato la settimana passata il capo azienda Claudio Fenucci. «L’allenatore del Bologna è Vincenzo Italiano e lo sarà almeno per un anno altro, non solo da contratto. Se c’è una scadenza attorno al 10/15 maggio per una eventuale rivisitazione? Il Bologna dà per scontato che il suo allenatore continui a essere Italiano». La presa di posizione forte, della quale è stato messo a conoscenza sia a mezzo stampa che direttamente lo stesso tecnico, è arrivata ieri ancora una volta dai vertici del governo rossoblù, che da una parte conoscono bene le regole del gioco e i rischi che possono correre, ma che da un’altra tengono a tutelare il mondo Bologna. Che non è una società da scudetto, ma ha alle spalle negli ultimi due anni la partecipazione alla Champions League, la vittoria della Coppa Italia, la partecipazione alla successiva Europa League e una finale di Supercoppa italiana in Arabia. Come dire: siamo il Bologna e nessuno può e deve permettersi di tirarci per la giacca pensando di poter fare i conti senza l’oste.
Nessuna conferenza prima della Roma
Se il Bologna si fa forte per il contratto in essere che lo lega a Italiano fino al giugno del 2027? Non soltanto per questo, tenendo presente tuttavia come ritenga che i contratti vadano rispettati, ma anche perché i capi del governo rossoblù sono sicuri che il ciclo di Italiano a Bologna non sia finito. Ora, che Italiano conosca dalla a alla z la realtà Bologna è il segreto di Pulcinella, ma non aspettatevi di trovare chi riveli se questo incontro ci sia già stato o se debba ancora esserci, perché da entrambe le parti difficilmente arriveranno ammissioni. Nel senso che dalla parte Bologna vi sentirete rispondere che non ce n’è alcun bisogno, dando per scontata (appunto) la sua permanenza a Casteldebole, e che sarà programmato tra un paio o tre settimane affinché possano essere stilati i piani mercato e dalla parte di Italiano che ora come ora la priorità spetta al campo e al campionato, e che ci sarà tempo per mettersi a sedere attorno a un tavolo per confrontarsi su certi argomenti. Non a caso ieri quelli del Bologna, d'accordo con il tecnico, hanno deciso che Italiano non parlerà prima della Roma, volendo evitare il rischio che possano essere fatte domande scomode sia sul contratto che sulle sue ultime dichiarazioni.
Correttezza e rispetto
Che Italiano abbia ricevuto eventuali corteggiamenti da parte di Milan, Napoli, Lazio e Roma è immaginabile, come li avranno ricevuti d'altra parte anche Maurizio Sarri e Fabio Grosso che sono gli altri due tecnici più sulla bocca di tutti a oggi, ma in Italia per ora non può avere niente di concreto tra le mani, alla luce del fatto che gli allenatori di queste quattro società sono tutti contrattualizzati. E la sensazione è che solo oltre la metà di maggio gli scenari sul tema potrebbero diventare più chiari. Cosa succederebbe se a Italiano dovesse arrivare allora una proposta molto importante e che di conseguenza chiedesse al Bologna di essere liberato? Non essendo stata inserita, tra l’altro, nel contratto una clausola rescissoria, poco ma sicuro i capi rossoblù andrebbero in difficoltà ed ecco che a quel punto si appellerebbero anche alla correttezza e al rispetto dello stesso Italiano, che sarebbe inevitabilmente tentato da quelle sirene ma che avrebbe al tempo stesso anche un’immagine da difendere sia agli occhi del Bologna che a quelli delle «grandi» squadre, che ti giudicano come tecnico ma anche come persona.
