Bologna, fischi e “fuga” dal Dall’Ara. Una protesta così non si vedeva da anni
Buio al Dall'Ara. E fischi soprattutto: copiosi, come non si vedeva e sentiva da anni all'ombra dei Portici. È successo all'intervallo, appena dopo il raddoppio della Roma, e al triplice fischio (in tono minore, ma solo perché metà stadio se n'era già andato a casa). Rimane comunque - in generale - che per la prima volta nell'era Italiano il pubblico rossoblù non ha giustificato la sconfitta: è il lungo strascico delle dichiarazioni di una settimana fa, nel post-Juve, quando il tecnico a caldo aveva parlato di obiettivi raggiunti e stagione finita, scatenando un vespaio sui social. E insomma: se il campo poteva cancellare in via teorica le polemiche, ecco invece amplificarle. Con un Bologna più da 2 giugno che da 25 aprile, arrivato alla nona sconfitta nelle ultime dodici in casa.
Bologna, dalla famigerata conferenza post-Juve al 3-4-3 contro la Roma
Prima del presente, bisogna partire dal recentissimo passato. Cioè l'ormai "famigerata" conferenza post-Juventus: dove Italiano aveva parlato, tra le altre cose, anche della possibilità di fare esperimenti tattici da qui alla fine. Ecco quindi in via inedita contro la Roma il 3-4-3, cioè fuori un centrocampista e dentro un difensore (Helland di fianco a Heggem e Lucumi, con quest'ultimo leggermente più avanzato rispetto agli altri due in fase di costruzione) per sorvegliare a dovere il pericolo pubblico numero uno: Malen.
Bologna, 9 sconfitte su 17 partite giocate al Dall'Ara
Esperimento fallito fin dalle prime battute: la difesa si è sciolta subito come neve al sole, il resto della squadra l'ha seguita senza batter ciglio. E il ko finale, ha poi confermato i numeri horror tra le mura di casa: 9 sconfitte su 17 partite giocate al Dall'Ara. Sì: più della metà degli incontri tra le mura amiche in campionato...sono andati agli avversari. Una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, quando lo stadio di casa era diventato un fortino inespugnabile: oltre che base fondamentale, per raggiungere prima la Champions e poi la finale di Coppa Italia.
Bologna, bocciatura sonora e Dall'Ara mezzo vuoto già a dieci minuti dalla fine
Non la curva Bulgarelli, che a fine partita ha tributato il solito saluto alla squadra (anche se meno caldo del solito): è più che altro dal resto dello stadio che è arrivata - come non si vedeva da anni a queste latitudini - una bocciatura...sonora (nel vero senso della parola) netta alla prestazione degli undici in campo. Concreta nell'intervallo e anche alla fine, seppur in veste diversa: cioè col Dall'Ara mezzo vuoto già a dieci minuti dalla fine.
Pochi gli applausi, timidi e poco convinti; quasi nessuno a cantare "L'Anno che Verrà"; i quasi 29mila cuori rossoblù erano venuti allo stadio con ben altri propositi, cioè il riscatto dopo l'eliminazione in Europa e il tonfo allo Stadium: ma la risposta - partita e risultato alla mano - non è arrivata, se non nella sola traversa di Orsolini nel secondo tempo. Davvero troppo poco, pochissimo, per entusiasmare anche in minima parte il pubblico: che il 25 aprile forse, vista la giornata da mare, avrebbe preferito a posteriori trascorrerlo altrove.