Bologna, Italiano pretende garanzie: la città e i tifosi meritano chiarezza
Vincenzo Italiano ha tutto il diritto di voler e di poter sognare, «che bello sarebbe vedere il Bologna che lotta per la terza volta di fila per un posto in Europa», e quelli del Bologna fanno bene a non abbattergli questo suo desiderio, ma al tempo stesso hanno anche un dovere, quello della comunicazione giusta e corretta sia nei confronti dello stesso Italiano che della gente, non dimenticando come la chiarezza e la trasparenza siano alla base di qualunque rapporto. E ciò è consigliabile che accada fin dall’incontro previsto «a breve» tra l’allenatore e il governo rossoblù, perché se da una parte può anche starci che ciascuno cerchi di condurre l’acqua al proprio mulino portando avanti la strategia che ritiene più opportuna per uscire bene dal successivo passo, sia che finisca con la permanenza (di Italiano) che con la separazione, da un’altra è sicuro che essendo il tempo sempre galantuomo prima o poi i nodi verrebbero al pettine e chi eventualmente ha bleffato non avebbe fatto una bella figura agli occhi della gente.
Bologna, Italiano fa bene a chiedere
I pensieri esternati da Italiano alla fine di Bologna-Cagliari vanno letti come una sua apertura nei confronti del Bologna. Uno può dire: è facile parlare così quando hai un contratto in essere fino al giugno del 2027 e a oggi hai solo interessamenti da parte di altri club ma nessuna proposta concreta.
E allora? Se anche così fosse, quale sarebbe la colpa di Italiano? Forse chiedere che gli venga fatta una squadra forte e competitiva affinché possa dare un seguito al suo lavoro? Non scherziamo, poi in fondo chiedere da parte sua è più che lecito, e rispondere da parte del Bologna è cortesia. A questo punto non ci resta che verificare quella che sarà la risposta del capoazienda e amministratore delegato Claudio Fenucci dopo aver parlato con Joey Saputo, che dovrà indicargli le linee guida relative anche al budget per il mercato, perché un conto sarebbe se dovesse essere fatto al risparmio e un altro per consentire al Bologna di mantenere questo spessore tecnico e lo status attuale.
Chiarezza e trasparenza
E arriviamo al tema della comunicazione, che non dovrà essere sbagliata, anche perché la trasparenza e la chiarezza sono alla base di qualunque rapporto. Domenica Fenucci ha parlato ancora una volta di ambizioni e di un club che ha il desiderio forte di tornare a viaggiare nel vecchio continente ma per il momento si è guardato bene dall’aggiungere che le ambizioni dovranno essere spalmate nel tempo. Nel senso che l’Europa dovrà essere programmata e messa in cantiere, dovendo essere figlia di un ciclo nuovo, perché senza Europa i ricavi saranno inevitabilmente più bassi e di conseguenza dovrà essere fatto un mercato attento e parsimonioso che porti anche a una riduzione marcata del monte ingaggi.
Come dire: solo tra due o tre anni, il Bologna potrà coltivare di nuovo la speranza di tornare in Europa. A meno che gli uomini dell’area tecnica Sartori e Di Vaio indovinino con i soldi che gli saranno messi a disposizione tutti gli acquisti e che i giovani portati a Casteldebole crescano in fretta, perché in questo caso i tempi potrebbero anche accorciarsi. Potrebbero... E allora è doveroso da parte di Fenucci informare sia Italiano che il popolo rossoblù su quello che è dalla a alla zeta il diktat di Saputo, indicando le opere che saranno fatte, e senza alcuna omissione. Per un atto di correttezza verso il prossimo, certo, che deve conoscere fino in fondo tutta la verità, bella o brutta che sia.
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