Pagina 3 | Da Pontello a Commisso: i retroscena della Fiorentina e dell’orgoglio perduto
La classifica e i piazzamenti
Può darsi che sia presto per confrontare i risultati di quest’ultima gestione con quelle precedenti, Commisso ha acquistato la Fiorentina sette anni fa, i Pontello sono rimasti per un decennio, i Cecchi Gori per dodici stagioni, i Della Valle per diciassette. Però, nonostante gli sforzi (90 milioni investiti nell’ultimo mercato), è evidente che i risultati non sono paragonabili a quelli dei predecessori. Sia chiaro, Vittorio Cecchi Gori ha portato per due volte la Fiorentina in Serie B e l’ha fatta fallire ma capitava nella stessa gestione in cui i viola vincevano due volte la Coppa Italia, una volta la Supercoppa ed arrivavano in semifinale di Coppa delle Coppe. I Pontello hanno quel secondo posto come il fiore all’occhiello, i Della Valle le presenze in Champions League. Commisso non ha avuto fortuna, tre finali, tre sconfitte.
Storicamente la Fiorentina è una squadra da settimo/ottavo posto. Facendo una media dei piazzamenti di ogni proprietà, con i Pontello è arrivata al 6,8° (fra il sesto e il settimo posto, più vicino al settimo che al sesto), con Cecchi Gori al 9°, con Della Valle all’8,06°, con Commisso oggi è all’8,60°, a pochi passi dal nono posto. Questa è la storia dell’ultimo mezzo secolo di Fiorentina, queste sono le sue medie. Però in passato c’è sempre stata un’impennata, un momento più o meno lungo di calcio ad alto livello. E’ quello che è mancato in questi anni, non la certezza, ma anche la sensazione di non poterci arrivare. C’è poi un altro aspetto che accomuna le ultime quattro proprietà viola: nessuna si è salvata dalla contestazione dei tifosi. I fiorentini non si accontentano del vivacchiare. Quindi, o abbandonano o contestano.