Pagina 0 | Crisi Fiorentina, quale sarà il destino di Vanoli: la prima mossa e le ipotesi del club

La proprietà del club è pronta a ristrutturare l'area tecnica ma non solo: tutti i dettagli su quello che sta accadendo a Firenze

FIRENZE -  Un lunedì al Viola Park come se fosse tutto normale anche se di normale non c’è ormai più niente: Vanoli ha guidato l’allenamento di scarico, il direttore generale Ferrari e il direttore sportivo Goretti hanno speso ore insieme in riunione e sono stati in collegamento continuo con il presidente Commisso dagli Stati Uniti come tante altre volte è accaduto nel recente passato, e così ad esempio nel post Lecce per decidere l’esonero di Pioli: ma stavolta rimane tutto com’era. Almeno per ora.

Vanoli in panchina con Losanna e Udinese

Il tecnico varesino resta al proprio posto e giovedì sarà in panchina a Losanna nella partita da dentro o fuori di Conference League per la squadra viola (ancora in corsa per andare direttamente agli ottavi ma con il risultato minimo dei playoff da certificare), sempre che non ci siano ribaltoni improvvisi come a ieri non se ne annunciavano, diversamente da inizio novembre quando si sapeva in anticipo che il martedì che stava arrivando avrebbe decretato la fine del rapporto con l’allenatore parmigiano. In questo caso, ci sarà la conferma di Vanoli ancora alla guida della Fiorentina per l’impegno in Europa e, sebbene la strada sia lunga e tortuosa per arrivarci, anche contro l’Udinese domenica nel nuovo, ennesimo appello da non fallire per Ranieri e compagni: lo scenario che si è delineato ieri sera prima che calasse la notte è questo, però all’orizzonte c’è comunque una novità.


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Fiorentina, il riferimento in dirigenza

Perché Ferrari con l’avallo di Commisso, a cui spetta chiaramente l’ultima parola, sta cercando un dirigente di provata esperienza e riconosciuta capacità, specie nelle situazioni complesse com’è quella attuale della Fiorentina, che possa occuparsi della gestione dell’area tecnica, una sorta di supervisore che entri subito nello spogliatoio, che faccia da sponda al lavoro di Vanoli e che contestualmente intervenga fattivamente sulle linee guida di un mercato che dovrà per forza di cose cambiare il volto del gruppo: ricordato che prima del termine dell’anno ci sono altre due partite (Parma in trasferta oltre ai bianconeri friulani a Firenze), nel periodo della sessione invernale delle trattative (2 gennaio-2 febbraio) la Fiorentina avrà addirittura sei turni di Serie A da disputare (Cremonese, Lazio, Milan, Bologna, Cagliari e Napoli) più l’ottavo di Coppa Italia contro il Como, quindi è un mercato che deve cominciare oggi e meglio ancora ieri per farsi trovare pronti con i rinforzi non appena il 2025 lascerà il posto al 2026.

Fiorentina, le ipotesi

Eppure, la ricerca di un dirigente che si prenda un ruolo così delicato e decisivo in questo momento è tutt’altro che semplice. Girava il nome di Giuntoli, ma non ci sono né le condizioni, né l'idea e né la volontà del diretto interessato per andare oltre l’illazione, e allora perché non provare a convincere Pradè a ritirare le dimissioni e a rimettere mano pro-tempore ad un gruppo che ha costruito e che conosce bene? Intanto, si va avanti così verso il Losanna e, forse, l’Udinese sperando che cambi qualcosa. Basterà la speranza?


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