Vanoli e le parole che scuotono la Fiorentina: “Noi vicini all’impossibile”

Dopo il pari a reti bianche con il Sassuolo e con la salvezza ormai a portata di mano, il tecnico dei viola ha parlato di presente e futuro: cos'ha detto
Alessandro Di Nardo
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FIRENZE - Che Fiorentina-Sassuolo non sia stata un’indimenticabile rassegna sportiva lo si capisce anche dagli argomenti del post partita, quando anche i protagonisti, di solito ligi a respingere domande sul futuro concentrandosi sulla prestazione e sul campo, decidono di uscire dalla stretta attualità.

Le parole di Vanoli che scuotono la Fiorentina

Uno di questi è Paolo Vanoli, che a chi gli chiede di dare dei validi motivi a Fabio Paratici affinché lo possa confermare sulla panchina viola risponde secco senza troppe meline: «Io non devo spiegare niente. Ci sono i fatti, parlano quelli. Sono arrivato quando questa squadra aveva quattro punti in classifica, adesso abbiamo nove punti di vantaggio sulla terzultima, siamo vicini a un obiettivo che prima sembrava impossibile». Tutto questo senza brillare, anche se lui stesso, sollecitato da una domanda in sala stampa, ricorda alcune ottime prove dei suoi negli ultimi mesi: «Tra le migliori tre partite ci metto quella di Parma dove non meritavamo di perdere, quella di Bologna e pure quella di Como, ma ce ne sono tante altre se ci pensate». Dopo il messaggio diretto alla società, l'analisi di quanto fatto nello scialbo 0-0 col Sassuolo: «Abbiamo avuto poca determinazione sotto porta ma a tratti siamo stati dominanti e meritavamo di vincere, ma quando non si può vincere non si deve perdere. Ora lo abbiamo capito, nelle ultime sette partite abbiamo preso solo tre reti».

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Il punto sugli infortunati e la tensione con Mandragora

Difende il suo lavoro, come è lecito perché sarebbe un errore darlo per scontato visto il punto di partenza, poi dice la sua sugli infortunati. Oltre Moise Kean, ieri era fuori anche Piccoli: «Roberto a Lecce ha giocato con un problema all'adduttore che è peggiorato durante la partita, spero di recuperarlo per Roma». Sugli altri: «Gosens ci voleva essere a tutti i costi ma ho scelto di gestirlo, penso di poterci contare per la prossima. Anche Parisi è vicino al rientro». E sui cambi, sul momento di tensione subito stemperato al momento dell'uscita di Rolando Mandragora: «C'è stata confusione perché non ci siamo capiti col team manager, non ho mai pensato di togliere Fagioli. La rabbia di Rolando è positiva e mi fa piacere, lui vuole dare tutto e ci siamo chiariti. Se ho pensato di mettere Braschi? Non avrei avuto nessun problema a inserirlo ma Gudmundsson stava facendo bene. Spero che Balbo non si sia fatto nulla».

 

 

Il futuro di Solomon e Rugani

Di futuro ha parlato anche Manor Solomon, che nel pre partita di Dazn ha detto: «Non so ancora se rimarrò qui, a fine stagione parleremo con la società ma mi sono trovato bene con l'ambiente e la squadra». Incerto su quello che succederà anche Daniele Rugani, alla terza gara da titolare in viola (ne mancano due al riscatto, come confermato dallo stesso difensore): «Vediamo cosa succederà a giugno, qui sto benissimo e ringrazio anche i tifosi che mi hanno applaudito nelle ultime due in casa nonostante l'esordio complicato contro l'Udinese. Se non gioco tanto non importa, sono venuto qui a gennaio consapevole che l'unico obiettivo era la salvezza della squadra. Io poi cerco sempre di essere un esempio per mentalità e lavoro, spero di esserlo stato anche in questi mesi».

 


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