La vittoria contro la Juve conferma Vanoli? Il piano di Paratici e della Fiorentina
«Non so se ci rivedremo, ora mi riposo». Vanoli intendeva in settimana, ma con Paratici si rivedrà di sicuro, come i due fanno tutti i giorni da febbraio ogni volta che la Fiorentina si allena al Viola Park. Non ieri e non oggi, perché il tecnico varesino ha concesso due giorni di riposo alla squadra di ritorno dalla vittoriosa trasferta di Torino, ma già domani alla ripresa degli allenamenti l’incrocio è matematico: se poi parleranno del rinnovo del contratto questo è un altro discorso, magari subito no visto che venerdì finiscono campionato e stagione e poi ci sarà tutto il tempo che uno vuole, ma quando lo faranno Vanoli cavalcherà il modo del 2-0 alla Juventus per dare forza alle sue velleità di rimanere alla guida della squadra. Velleità ambiziose. «Se sarò ancora io l’allenatore, vorrei una Fiorentina di alto livello».
Dall'obiettivo salvezza alle ambizioni personali: Vanoli vuole una grande Fiorentina
AMBIZIONI. Chiaro? No. Chiarissimo. La conferma è certo di meritarla e la salvezza in anticipo, tirando fuori De Gea e compagni da una situazione così complicata che a metà dicembre era considerata irrimediabile quasi unanimemente, gliene ha dato la riprova, infine il successo in casa Juventus ha aggiunto quel pizzico di spavalderia necessario e giustificato quale conseguenza della voglia di riprovarci dall’inizio, in altre condizioni e con un altro obiettivo. Tutte cose che Paratici, l’interfaccia perfetta di Vanoli in questo caso e non solo, sa bene appunto per via dei confronti quotidiani: una parola tira l’altra, una frase porta l’altra, questo non va, quello invece va, e a proposito dell’anno prossimo che ne pensi? Quali sono i programmi e le strategie? Uno l’ha chiesto all’altro, soprattutto Paratici a Vanoli, ma alla fine il piano d'osservazione si è spostato più dalla parte del secondo e da lì allenatore e direttore sportivo ripartiranno adesso che le questioni tecnico-tattiche non sono più fondamentali, come invece lo sono state fino al raggiungimento della quota-salvezza.
Rivoluzione Fiorentina, come ricostruire: poche conferme e tanti innesti di valore
RICOSTRUZIONE. La vittoria a Torino non ha fatto gioire solo i tifosi e la squadra, ma ha senza dubbio gratificato anche il club in tutte le sue varie anime e sfaccettature: è stata la dimostrazione che al Viola Park andavano cercando sulle qualità di un gruppo sì inferiori a quelle che si credevano ad agosto immaginando ben altri scenari e ben altri percorsi, ma non di così basso profilo da giustificare il tanto brutto e la tanta sofferenza di un’annata inaspettatamente deficitaria: l’aspetto psicologico ha giocato un ruolo determinante prima e dopo, ma soltanto alla fine non si è trasformata in un dramma sportivo grazie alla rincorsa con annesso traguardo tagliato. E se ritocca il concetto di rivoluzione all’interno del parco-calciatori dopo una stagione che per forza lascia pochi prigionieri dietro di sé, è per dare forma al concetto di ricostruzione ampia proprio per l’esigenza pratica di cominciare un progetto nuovo. La ricetta è semplice e complicata insieme: un po’ di conferme qua e là tra i calciatori, tanti innesti di valore. Batte Paolo Vanoli, risponde Fabio Paratici: il punto sarà una Fiorentina di alto livello.
