De Rossi: “Nei club serve la memoria storica”. E svela un retroscena da brividi su Giacomo Losi
Il Genoa, pochi giorni dopo la partita contro la Lazio, è reduce da un'altra sconfitta arrivata su calcio di rigore nel corso del recupero, contro il Napoli. "La squadra ha reagito bene. I giorni immediatamente successivi alla beffa l'umore è stato diverso. Si va avanti, possiamo ancora raggiungere l'obiettivo, ma lo schiaffo lo avevamo ancora sentito. Avevamo ancora la "cinquina" sulla faccia. Cornet ha chiesto scusa e non c'era bisogno, anche perché non era rigore, era uno straccio".
De Rossi e il ricordo di Losi
Claudio Branco ha visitato il Genoa. Sulla sua visita, De Rossi ha dichiarato: "Ci aggiungo anche Mario Bortolazzi. E' una persona fantastico. Oltre al fascino di vedere giocatori, c'è bisogno di memoria". Quindi, un aneddoto: "Una volta a Roma sentivo parlare un giovane che diceva che non poteva entrare nello spogliatoio un signore. Ho visto: era Giacomo Losi. Il giovane non poteva sapere chi era. Forse era la società che doveva portarlo dentro. Così anche il Genoa deve riportare i campioni alle vecchie generazioni. Dobbiamo riportare dentro la memoria".De Rossi sul rapporto con gli arbitri: "C'è trasparenza, quindi buona fede"
De Rossi è tornato a parlare del suo sfogo per quanto riguarda il Var dopo l'ultima partita: "L'unica volta che i genoani son stati tranquilli al novantesimo è stata contro la Roma. Per il resto, siamo sempre rimasti in panchina. Senza fare piagnistei, ma avremmo meritato qualche punto in più. Le mie parole? Noi allenatori siamo condizionati quando il torto ci è contro. Io non sono al di sopra, ma spero che le mie parole possano aiutare noi e gli arbitri, questa separazione tra le parti. Dobbiamo trovarci a metà strada per digerire meglio il regolamento. Al momento non c'è un filo conduttore continuo. OpenVAR è una trasmissione che dimostra trasparenza, io lo apprezzo. Se c'è trasparenza c'è buona fede". L'auspicio: "Un regolamento più facile e uniforme ci aiuterà e aiuti anche loro".
De Rossi su Nicola: "Un esempio"
All'andata il Genoa aveva undici punti di svantaggio rispetto alla Cremonese, ora le due squadre sono appaiate in classifica. "Sottovalutare l'avversario? Neanche ne parlo. Casomai non dobbiamo caricarla troppo. Dobbiamo essere lucidi e tranquilli in campo e che la Cremonese è una nostra diretta concorrente. Ho vissuto gli strascichi della gara di andata. Trovai uno spogliatoio sano ma provato dal recente passato". Mentre sul prossimo avversario, Davide Nicola: "Lo stimo molto. Talvolta ci siamo cambiati qualche messaggio perchè c'è stima. Sono amico del suo vice, Barone. Ma domani saremo rivali e giocheremo una parte importante della salvezza. Lui è più abituato a lottare per la salvezza e ad allenare. Avendo spesso subentrato, spesso l'ho preso come esempio. Come persone e non solo". Ma delle buone parole le ha avuti anche su Spalletti, dopo una citazione di un giornalista: "Quando parla di calcio è sempre da ascoltare. Io sono influenzato da Spalletti, perché mi ha allenato più di chiunque altro". De Rossi ha commentato il ritorno dei propri tifosi in trasferta, cocnentrandosi sulla decisione del divieto: "Quando si chiude la trasferta a cinquemila persone per il gesto che hanno commesso in dieci è una sconfitta per tutti noi sportivi". A Cremona saranno oltre quattromila tifos nel settore ospiti.
"Baldanzi scalpita. Venturino? Avrei voluto dargli più spalti"
Le condizioni di Baldanzi: "Ci prendiamo un altro giorno per giudicarlo. Mentalmente è un titolare. Mi chiamava dopo giorni per dire: "Quanto siamo forti, voglio giocare". Potrebbe esserci anche domani, ma sicuramente non dall'inizio. Lui ha fretta, non è lucido, noi non dobbiamo averla". Su Venturino, passato alla Roma: "Ho un po' di rammarico, avrei voluto dargli più spazio".