Mourinho, 14 anni fa la frase cult: “Io non sono pirla”© LaPresse

Mourinho, 14 anni fa la frase cult: “Io non sono pirla”

Così si presentò ai tifosi dell'Inter e fu subito amore per l'attuale allenatore della Roma che, in seguito, avrebbe detto molte altre cose passate alla storia
3 min

Il 3 giugno del 2008, esattamente 14 anni fa, l'Italia conobbe Josè Mourinho, nuovo allenatore dell'Inter. Bastò una frase per far innamorare dell'attuale tecnico della Roma i tifosi nerazzurri: “Io non sono pirla”. Aveva già imparato un termine tipico milanese. Fu la prima di diverse frasi cult da parte dello Special One, passate alla storia.

Mourinho: “Ho imparato presto l'italiano perché sono intelligente”

Nella stessa conferenza stampa, il portoghese lasciò tutti i giornalisti e i tifosi nerazzurri sbalorditi con altre chicche: “Come mai so l'italiano così bene? L'ho imparato presto perché sono intelligente”. Come dimenticare poi la “prostituzione intellettuale” e gli “zero tituli”? "A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l'opinione pubblica per un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero tituli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero tituli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali".

Mourinho superstar e il “rumore dei nemici”

Vigilia di campionato e Mou lanciatissimo con un'altra frase passata agli annali: “Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui...". Da allenatore del Real Madrid ci sono tutti i “porqué” dopo la partita persa con il Barcellona nelle semifinali di Champions League: “Se io dico a lei e alla Uefa quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: porqué? Porqué? Porquè Ovrebo? Porquè Busacca? Porquè De Bleeckere? Porquè Frisk? Porquè Stark? Porqué? Porquè ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Porqué Ovrebo da tre anni? Porqué il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’Unicef, non so se è il potere del signore Villar all’interno della Uefa".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Inter, i migliori video