Tre errori certificati a sfavore dell’Inter: ecco cosa teme il club

L’onda lunga del caso Bastoni-Kalulu ma anche il ricordo di episodi chiave nella passata stagione
Pietro Guadagno

Invece che placarsi, la rabbia interista nei confronti del mondo arbitrale continua a montare. Anche perché, in queste ore, sono emerse pure nuove valutazioni e considerazioni. Tanto per cominciare, dopo il rigore non assegnato a Frattesi, proprio nella stessa azione, c’è un ulteriore scontro in area tra Ederson e Dumfries. E, secondo il club nerazzurro, si tratterebbe di un altro penalty non assegnato e non valutato dal Var. E, a proposito di Var, ha lasciato perplessità la designazione di Chiffi come Avar per Inter-Atalanta sabato pomeriggio e, come Var, ieri sera, per Lazio-Milan. Al di là del fatto che, da arbitro più esperto, avrebbe potuto “assistere” meglio Gariglio, altro pomo della discordia essendo stato dismesso da arbitro alcuni fa e, come altri, "riciclato" per stare davanti al monitor. Ha una logica coinvolgere nella medesima giornata lo stesso direttore di gara, seppure con ruoli diversi, per le gare della prima e della seconda in classifica?

Inter furiosa, immagini eloquenti in campo

A quanto risulta, almeno per il momento, non ci sono state telefonate dal club nerazzurro verso i vertici istituzionali. L’idea è che non ce ne sia bisogno. Perché le immagini sono sufficientemente eloquenti. E perché, direttamente nella pancia di San Siro, sabato pomeriggio, c’è già stato un colloquio con rappresentanti dell’Aia presenti a San Siro, ovvero Gervasoni e De Marco. Che, peraltro, nell’occasione, hanno subito ammesso che su Frattesi andava assegnato il rigore. Tuttavia, come premesso, il riconoscimento dell’errore non ha placato gli animi nerazzurri, anzi ha aumentato il fastidio. Tanto da non escludere, dopo la scelta del silenzio nel post-gara, un intervento pubblico di Marotta nei prossimi giorni, qualora si presentasse l’occasione.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

La bilancia degli errori: i dubbi e i sospetti dell'Inter

La ripetitività di certi episodi e situazioni sta inevitabilmente avvelenando gli animi, nonché sollevando dubbi e sospetti. Perché per altri palesi errori non c’è stata la stessa enfasi scatenata dalla simulazione di Bastoni in Inter-Juve, si chiedono in viale Liberazione? Che si voglia far “pagare” in qualche misura quell’episodio? Eppure, gli svarioni gravi non sono mancati, anche in altri big-match, come il rigore inesistente assegnato al Napoli nella sfida con la squadra nerazzurra lo scorso ottobre. E, volendo allargare il discorso, nonostante l’Aia sia sempre abile nel trovare un appiglio per giustificare la maggior parte delle decisioni controverse degli arbitri – altra considerazione di viale Liberazione -, la bilancia vede comunque in difetto l’Inter per 3 errori "ufficiali" a sfavore (Napoli e Atalanta più un rigore solare su Esposito non dato nel match con la Fiorentina comunque vinto) contro uno a favore (quello di Bastoni appunto).

La grande paura

Peraltro, è ancora caldo il ricordo di quanto accaduto alla fine dello scorso campionato. Dal rigore non assegnato a Bisseck contro la Roma, errore riconosciuto dalla stessa Aia, ma con l’audio Var prima scomparso e poi riapparso dopo un mese, fino ad arrivare al mani sempre di Bisseck contro la Lazio, con penalty nella sostanza decisivo per lo scudetto, la cui dinamica era pressoché identica al tocco di Ricci nell’ultimo derby, nonostante la “spiegazione” di Rocchi. Insomma, il grande timore nerazzurro è quello di ritrovarsi con decisioni arbitrali errate o non uniformi a incidere nella lotta per il tricolore.


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Invece che placarsi, la rabbia interista nei confronti del mondo arbitrale continua a montare. Anche perché, in queste ore, sono emerse pure nuove valutazioni e considerazioni. Tanto per cominciare, dopo il rigore non assegnato a Frattesi, proprio nella stessa azione, c’è un ulteriore scontro in area tra Ederson e Dumfries. E, secondo il club nerazzurro, si tratterebbe di un altro penalty non assegnato e non valutato dal Var. E, a proposito di Var, ha lasciato perplessità la designazione di Chiffi come Avar per Inter-Atalanta sabato pomeriggio e, come Var, ieri sera, per Lazio-Milan. Al di là del fatto che, da arbitro più esperto, avrebbe potuto “assistere” meglio Gariglio, altro pomo della discordia essendo stato dismesso da arbitro alcuni fa e, come altri, "riciclato" per stare davanti al monitor. Ha una logica coinvolgere nella medesima giornata lo stesso direttore di gara, seppure con ruoli diversi, per le gare della prima e della seconda in classifica?

Inter furiosa, immagini eloquenti in campo

A quanto risulta, almeno per il momento, non ci sono state telefonate dal club nerazzurro verso i vertici istituzionali. L’idea è che non ce ne sia bisogno. Perché le immagini sono sufficientemente eloquenti. E perché, direttamente nella pancia di San Siro, sabato pomeriggio, c’è già stato un colloquio con rappresentanti dell’Aia presenti a San Siro, ovvero Gervasoni e De Marco. Che, peraltro, nell’occasione, hanno subito ammesso che su Frattesi andava assegnato il rigore. Tuttavia, come premesso, il riconoscimento dell’errore non ha placato gli animi nerazzurri, anzi ha aumentato il fastidio. Tanto da non escludere, dopo la scelta del silenzio nel post-gara, un intervento pubblico di Marotta nei prossimi giorni, qualora si presentasse l’occasione.


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