Pagina 2 | Lo sfogo di Chivu e quel “certi drammi solo con l’Inter”: perché il tecnico ha menato duro in conferenza stampa

I nerazzurri si giocano una fetta importante di scudetto con la Roma e l'allenatore rumeno difende il blocco azzurro: i dettagli

APPIANO GENTILE - Alla viglia della sfida con la Roma, Chivu alza le barricate. Ma, visto che, come di dice, la miglior difesa è sempre l’attacco, per proteggere il suo gruppo, il tecnico rumeno non ha fatto prigionieri, replicando e pure “arringando” a seconda dei casi. Non è stata la prima volta: è il volume che è stato più alto. Forse perché il momento è particolarmente delicato, solo che non può esserlo solo per l’Inter. Che, fino a prova contraria, è comunque in testa al campionato, con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli. «Sento e ascolto delle cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che possiedo – ha cominciato -. Solo con l’Inter si fanno certi drammi per un pareggio. Dopo la Juve si è scatenata una gogna mediatica, che poi non si è più vista per altri episodi. Accade solo quando ci siamo di mezzo noi, con la squadra, la società, i giocatori messi in piazza per tirare i sassi. Quando, invece, certe situazioni sono a sfavore dell’Inter, nessuno dice nulla».

Bastoni, zero riconoscenza

Il riferimento, ovviamente, è soprattutto per Bastoni, finito da allora nell’occhio del ciclone. E ora sul banco degli imputati per l’espulsione contro la Bosnia. «Nel calcio non c’è riconoscenza. Aveva lasciato Appiano con le stampelle e dopo 3 giorni è sceso in campo. Ovvio che sia dispiaciuto, ma è contento, del sostegno dei compagni in Nazionale e all'Inter. Si è messo a disposizione con quello che aveva e ci ha messo la faccia». Tutto il club nerazzurro la pensa allo stesso modo.

E nessuno si sogna di mettere Bastoni in discussione. Fermo restando l’interesse concreto del Barcellona. «Non posso controllare il suo futuro. So solo che è contentissimo di essere qua. Poi sarà lui a decidere. La certezza è che, finché resterà, che siano 2 mesi o 2 anni, darà più del 100%. Sarei felice se lui rimanesse, ma sarei felice pure io di restare. Perché le incertezze del mondo del calcio per un allenatore sono queste…».


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Azzurri eliminati dal Mondiale: nessuna colpa

Il discorso si è allargato a tutti i nerazzurri convocati in Nazionale, finiti a loro volta al centro della bufera. «La colpa dell’eliminazione non è certo loro. Come non può essere una colpa che giochino nell’Inter. Anzi, noi siamo orgogliosi di avere calciatori che rappresentino l’Italia e che diano tutto per regalare gioie ai tifosi. Poi può capitare di perdere o di non raggiungere i traguardi desiderati». Un pensiero anche per Esposito, autore del primo errore dal dischetto. «Mi interessava solo una cosa e gliel’ho chiesta. Ovvero se avesse chiesto lui di calciare. Mi ha risposto: “Sì”. E quello per me è stato sufficiente. A vent’anni si è preso una responsabilità enorme. Poi i rigori si sbagliano e a lui capiterà ancora».

L'Inter è pronta a reagire

Dalle parole, però, occorre passare ai fatti. Nel senso che l’Inter ha la necessità di tornare a vincere dopo tre giornate a secco (2 punti raccolti), e la Roma non è certo l’avversario più agevole, tenuto conto, appunto, anche di un morale tutto da verificare.

«Abbiamo grandi campioni a livello umano. Hanno sempre reagito alle amarezze. Poi, le delusioni fanno parte del calcio. Non sono preoccupato. Bisogna avere il coraggio, la personalità e l'ambizione giusti per portare a buon fine una gara complicata come lo sono quelle contro le squadre di Gasperini. Pensieri sulle designazioni arbitrali? Nessuno. Vorrebbe dire vedere fantasmi o avere paura».


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Il discorso si è allargato a tutti i nerazzurri convocati in Nazionale, finiti a loro volta al centro della bufera. «La colpa dell’eliminazione non è certo loro. Come non può essere una colpa che giochino nell’Inter. Anzi, noi siamo orgogliosi di avere calciatori che rappresentino l’Italia e che diano tutto per regalare gioie ai tifosi. Poi può capitare di perdere o di non raggiungere i traguardi desiderati». Un pensiero anche per Esposito, autore del primo errore dal dischetto. «Mi interessava solo una cosa e gliel’ho chiesta. Ovvero se avesse chiesto lui di calciare. Mi ha risposto: “Sì”. E quello per me è stato sufficiente. A vent’anni si è preso una responsabilità enorme. Poi i rigori si sbagliano e a lui capiterà ancora».

L'Inter è pronta a reagire

Dalle parole, però, occorre passare ai fatti. Nel senso che l’Inter ha la necessità di tornare a vincere dopo tre giornate a secco (2 punti raccolti), e la Roma non è certo l’avversario più agevole, tenuto conto, appunto, anche di un morale tutto da verificare.

«Abbiamo grandi campioni a livello umano. Hanno sempre reagito alle amarezze. Poi, le delusioni fanno parte del calcio. Non sono preoccupato. Bisogna avere il coraggio, la personalità e l'ambizione giusti per portare a buon fine una gara complicata come lo sono quelle contro le squadre di Gasperini. Pensieri sulle designazioni arbitrali? Nessuno. Vorrebbe dire vedere fantasmi o avere paura».


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