L'agosto nero della Juve, Allegri con la Roma si gioca già molto

Gli infortuni eccellenti, i malumori di Vlahovic servito pochissimo e malissimo, la possibile stangata Uefa per il Fair Play Finanziario (blocco del mercato in gennaio?), il gioco scadente: non è questo l'inizio di stagione che volevano Elkann e Agnelli
L'agosto nero della Juve, Allegri con la Roma si gioca già molto© Juventus FC via Getty Images
Xavier Jacobelli
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Il brutto pareggio di Marassi, in casa di un'ottima Samp, l'ha confermato: no, non era questa la partenza stagionale che John Elkann e Andrea Agnelli si auguravano, il 4 agosto scorso, a Villar Perosa, quando il Signor Exor disse: "Vogliamo una Juve all'altezza del suo passato". Sinora, per la Juve è stato un agosto nero, anticipato il 27 luglio dall'infortunio di Pogba, seguito il 15 agosto dal ko Di Maria: due bruschi stop che hanno stravolto i piani tecnici. E poi i malumori di Vlahovic, a Genova servito pochissimo e malissimo (9 palloni in 96', un solo tiro e per giunta fuori dallo specchio, addirittura un autogol sfiorato).

E ancora la possibile stangata Uefa per il Fair Play Finanziario (FPF) preannunciata dal Times, sempre molto bene informato sulle faccende di Nyon, che ha inserito la Juve nella lista delle venti società sub iudice e in ambienti Uefa si dice che la Juve potrebbe essere addirittura punita con il blocco del mercato di gennaio, oltre a una pesante multa. Nell'elenco ci sono anche l'Inter e la Roma, ma, al contrario dei bianconeri, nerazzurri e giallorossi hanno già aperto un negoziato con la federcalcio europea e si aspettano una rilevante ammenda pecuniaria e tuttavia sopportabile. La Juve no. La Juve non si è seduta attorno al tavolo per trattare con gli uomini di Ceferin che ha il dente avvelenato, essendo tuttora pendente davanti alla Corte giustizia europea il contenzioso sulla Superlega, innescato dai bianconeri; dal Barcellona, anch'esso in attesa di sanzioni per il FPF nonché alle prese con problemi molto seri di bilancio e dal Real Madrid. La madridista, fra le tre società superstiti nella grande ritirata dal progetto affondato nell'aprile 20212, è sicuramente quella che sta meglio. In campo e fuori: lo dimostrano la quinta Supercoppa europea della sua storia; la partenza a razzo nella Liga (2 partite, 2 vittorie, 6 gol segnati, 2 subiti) e l'operazione Casemiro (70 milioni di euro incassati quale parte fissa, cui aggiungere 15 milioni di bonus: la terza cessione più remunerativa nella storia dei Blancos dopo Ronaldo alla Juve (105 milioni) e Di Maria, sempre al Manchester United (75 milioni). Risultati e numeri che fanno da contraltare al periodo no della Juve, rimarcato dalla qualità scadente del suo gioco che non accenna a migliorare.

Dietro l'angolo si staglia già l'inconfondibile sagoma di Mourinho che, sabato a Torino, si presenterà con la sua Roma, capolista assieme a Inter e Napoli. Anche Josè deve fare i conti con gli infortuni di Wijnaldum, Zaniolo e aspetta rinforzi da Pinto. Ma l'entusiasmo giallorosso contrasta con l'inquietudine juventina. Allegri con la Roma si gioca già molto. La Juve pure.


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