Juve, perché Vlahovic rischia di diventare un caso: il pericolo da evitare

Il contratto del serbo salirà da 7 a 12 milioni netti nella prossima stagione, ma ha perso il posto nel club e in nazionale
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Giorgio Marota

Da quando Vlahovic non è più al centro della Juve, la Signora ha fatto 19 punti in 7 partite, ha scalato la classifica e ha subito un solo gol in oltre 700 minuti (su palla inattiva), trovando una compattezza di ferro. Dopo il 4-2 contro il Sassuolo del 23 settembre - la data della svolta bianconera - Allegri l’ha schierato titolare in una sola circostanza nella gara in cui ha brillato il compagno di reparto, Moise Kean. Ci perdonerà Dusan, ma questa analisi nuda e cruda dice molto sulla sua stagione partita in tromba... e proseguita senza fiato.

Vlahovic, ora l'Inter nel mirino

L’altra faccia della medaglia di questa storia però può rassicurarlo, perché nessun compagno ha raccolto la sua eredità in termini di gol: lo stesso Kean è diventato titolare ma non ha ancora segnato, Milik ha fatto centro due volte e anche Chiesa, che grazie alla Nazionale ha ritrovato brillantezza, s’è fermato dal punto di vista realizzativo. E dunque Vlahovic, a secco dalla doppietta contro la Lazio del 16 settembre, risulta ancora il miglior realizzatore della Juventus insieme a Fede, grazie ai 4 centri delle prime 4 giornate di campionato. Da qui riparte, mettendo l’Inter nel mirino.

Inter bestia nera per il serbo

Quella nerazzurra è la squadra che ha affrontato più volte in carriera (11), vincendo in una sola circostanza (lo 0-1 a San Siro della passata stagione) e raccogliendo 8 sconfitte; nessun’altra avversaria ha dato al centravanti serbo più dispiaceri. In Serie A, poi, non ha mai messo la firma sul derby d’Italia: ha segnato due volte contro l’Inter, in un pareggio ai tempi della Fiorentina e in un ko abbastanza doloroso nella fi nale di Coppa Italia del 2022 tra Juve e Inter, risolto ai supplementari da una doppietta di Perisic.

L'ingaggio pesa sul bilancio della Juve

Vlahovic, nell’economia delle cose bianconere, ha un certo peso. Ce l’ha perché gran parte delle ambizioni della squadra poggia sulle spalle di un centravanti pagato 70 milioni più bonus, considerato fino a un paio di stagioni fa uno in grado di tenere testa al prodigioso Haaland (sono coetanei). Ma Dusan pesa e continuerà a pesare sempre di più anche sul bilancio: a partire dalla prossima stagione, infatti, il 23enne vedrà aumentare il proprio stipendio da 7 milioni netti a 12 in virtù dell’accordo siglato nel momento del trasferimento da Firenze a Torino. Sono 24 milioni lordi, ai quali andrebbero sommati i 19 di ammortamento. Non è un caso che la Juve, da mesi, tenta di spalmare questo ingaggio oltre il 2026, data della scadenza, senza però trovare al momento la collaborazione dello stesso Vlahovic. Ecco perché Madame, in estate, si avventò su Lukaku. Il pericolo da evitare è che Vlahovic si traformi ora in un caso tecnico (ha perso il posto anche in nazionale, Mitrovic gioca di più) e in un problema da gestire in ottica societaria. Lui ha una tecnica da trequartista e il gol nelle vene, sente la porta come pochi altri colleghi e sa benissimo, come il mestiere di attaccante insegna, che solamente segnando potrà spegnere le critiche. Ieri è tornato a disposizione di Allegri insieme al connazionale Kostic e agli azzurri Chiesa, Gatti e Kean. Con Fede spera di tornare a fare coppia nella gara regina, sorpassando proprio Moise nelle preferenze. Due allenamenti (oggi e domani) e poi la rifinitura di sabato per convincere il comandante Max.


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