Spalletti deluso dopo Juve-Verona: "A volte si diventa poca roba, sembravamo dei ragazzi..."
"C'è dispiacere e rammarico. Non siamo stati fortunati. Purtroppo nel calcio succede. Con un po' più di lucidità avremmo potuto tenere la partita sotto controllo, anche se di una partita di calcio non si può controllare tutto". Così Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo il pareggio della Juventus contro il Verona.
Spalletti: "Sembravamo dei ragazzi in campo"
"Bisogna prendere atto di quel che succede, analizzare le cose e poi cercare di migliorare per le prossime partite. Questa non l'abbiamo vinta". Con il punto conquistato all'Allianz Stadium, i bianconeri si confermano al quarto posto con 65 punti, tre in più rispetto al Como. La Roma ha l'occasione, in caso di vittoria contro la Fiorentina, di portarsi a -1. Spalletti ha analizzato la sfida col Verona: "Abbiamo iniziato bene. Loro poi si sono messi bassi, facendo la loro partita. Abbiamo provato a insidiarli qualche volta, ma non siamo stati bravi a forzare la situazione. Qualche volta hanno creato ripartenze costringendoci a fare corse lunghe. Abbiamo concesso il gol dopo delle leggerezze, da lì è diventato tutto più difficile, in quanto è subentrato il nervosismo. Siamo stati accompagnati dall'idea della "partita facile" e alla fine siamo stati più piccoli di quel che siamo. Siamo diventati ragazzi nel modo di stare in campo, sbagliando cose troppo banali per il livello. Loro hanno tirato due volte in porta, il minimo da concedere. Ma bisognava vincerla".
"Ci manca la qualità sulla trequarti"
Spalletti ha esplicitato che tipologia di calciatore manca alla sua Juventus: "Ci è mancato, in una partita come stasera, il trequartista bravo a giocare nello stretto, perché poi la zona davanti all'area avversaria diventa paludosa. Ci manca qualità vera nell'angusto, nella palude della trequarti. Yildiz non è al meglio della forma, Miretti ci ha provato dalla distanza. Quando ho messo Vlahovic davanti l'idea era mettergli due giocatori sotto per fare gli uno contro uno". Quindi, sugli errori in costruzione: "Ci sono delle caratteristiche che creano la cornice ai giocatori. Bremer e Kelly sono due grandi difensori da un punto di vista del comportamento e delle qualità individuali. Sono due che nel duello, nella forza, hanno tutto il meglio. Nel creare, invece, concedono qualcosa".