Elkann non cambia idea, la Juve avanti con Spalletti e Comolli: le strategie condivise per tornare in alto
La tavola era già apparecchiata e non ci sono posti o nuovi nomi a sorpresa da aggiungere. John Elkann, sotto traccia e dopo essere rientrato dall’estero, ha indicato la strada prima del derby con il Toro. Le possibilità di riacciuffare la Champions erano infinitesimali e il piano non sarebbe cambiato con l’Europa League. Si va avanti così come l’azionista di riferimento di Exor aveva spiegato al raduno di Taormina degli Juventus Club. Non può essere il risultato di una partita a spostare l’analisi di una stagione. La prossima, è ovvio, diventerà decisiva per il progetto di rilancio appena avviato con Spalletti, ingaggiato alla fine di ottobre e fresco di rinnovo biennale del contratto. Elkann ha votato per la continuità aziendale, invitando quadri dirigenziali e area tecnica a condividere le strategie. «Senza il gruzzolo della Champions, dovremo essere ancora più bravi sul mercato» l’avviso lanciato in chiusura di campionato dall’ex ct dell’Italia.
I confronti in casa Juve
Le analisi sono già cominciate, come ha confermato l’ad Comolli. Non è stato casuale il suo intervento prima del derby, non sarebbe andato in tv se avesse rischiato il posto. «Le responsabilità sono di tutti, ma io sono di sicuro il primo responsabile - ha spiegato - Lavoreremo per costruire una Juve che possa tornare a essere competitiva in un futuro a breve scadenza. L’unico pensiero è allestire con il mister una squadra forte. Abbiamo le idee chiare». Nelle prossime ore, il dirigente francese e la società illustreranno i punti principali di un progetto già tracciato. Oggi l’ad incontrerà i dipendenti della Juve per un bilancio di fine stagione. La vera e propria programmazione scatterà a metà settimana, ma non sono previste le rivoluzioni dirigenziali di cui si parlava qualche giorno fa. Elkann ha lavorato per ridurre certe distanze. Il ds Ottolini, peraltro, è entrato nei quadri dirigenziali a gennaio e non ha avuto ancora possibilità di incidere. Sullo sfondo restano le indiscrezioni legate a un possibile rientro nello scouting di Tognozzi, ma solo se compatibile e funzionale con l’attuale struttura.
I nomi di Spalletti
Di sicuro Lucio ha chiesto di incidere sul mercato e di essere ascoltato. Nell’ultima settimana sono stati intensi e ripetuti i confronti con Comolli. Da qui dovrà nascere la nuova Juve, analizzando necessità tecniche e possibilità economiche. Servono giocatori di carattere e di personalità. Spalletti, domenica notte, ha fatto i nomi di Locatelli, McKennie e Yildiz. Koopmeiners lo vede, in prospettiva futura, soltanto da difensore centrale di impostazione. Potrebbe recuperarlo alla causa se non arrivassero offerte allettanti. Le valutazioni riguarderanno anche i prestiti: l’Atletico Madrid sta provando a rinegoziare il riscatto di Nico Gonzalez. Occhio al destino di Douglas Luiz: piace. La Juve si muoverà per acquisti mirati in ruoli precisi e ritenuti scoperti. Un terzino sinistro e una mezzala offensiva (o trequartista) sono priorità. Ci sono sette mesi di lavoro da capitalizzare, possono essere la base del futuro, a patto di intervenire con saggezza. Tornare in Champions è l’obiettivo, se possibile riavvicinarsi al vertice della Serie A, come impone la tradizione del club. L’Europa League, se fatta con l’idea di arrivare in fondo, potrebbe trasformarsi in un’opportunità per gestire meglio l’organico.
