Lazio, Zaccagni dalla rottura alla voglia di rinnovo: la situazione

Lo strappo del manager: "Lotito ha altre priorità, tra un anno saremo come Milinkovic". Poi precisa: "Siamo i primi a volere l’accordo". Club irritato ma il contratto resta prioritario
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Daniele Rindone

La sbottata e la ritirata. L’interminabile attesa beckettiana-lotitiana del prossimo vertice di ogni rinnovo ha snervato Mario Giuffredi, manager di Zaccagni, che alla Lazio gestisce anche Hysaj, Casale e da fine agosto il portiere Sepe. Giuffredi era esploso all’improvviso parlando del rinnovo di Zaccagni, in sospeso da mesi, con un contratto in scadenza nel 2025: «Ho parlato per otto mesi con Lotito - le dichiarazioni di Giuffredi a tuttomercatoweb - ci ho messo tutta la buona volontà per chiudere l’accordo. Da questo momento non sarà più un problema mio. Evidentemente Lotito ha altre priorità. Io non prego nessuno, tranne che in chiesa... E continuando così a fine campionato, contrattualmente, si troverà nella stessa situazione di Milinkovic e non certo per colpa nostra. A quel punto sarà troppo tardi. Noi non ci mettiamo certo ad aspettare le comodità degli altri. E magari tra qualche mese a cambiare idea saremo noi». Giuffredi non è nuovo a sbotti. Sono immaginabili la furia di Lotito e l’irritazione del diesse Fabiani che conosce l’agente da anni. Lo strappo era sembrato profondo, nel tardo pomeriggio di ieri Giuffredi ha corretto il tiro: «Ci tengo a fare delle precisazioni. I rapporti tra me e il presidente Lotito e con la Lazio sono sempre stati di stima e fiducia reciproca... Le mie parole non erano certo polemiche e distruttive nei confronti del club a cui ci lega un grande rapporto di amicizia. È vero che la situazione di Zaccagni si è protratta per le lunghe ma non volevo far intendere che a Lotito non importasse nulla della vicenda del ragazzo. Il presidente probabilmente ha avuto mille impegni. Non volevo certo essere polemico nei suoi confronti anche perché sulla questione ha dato una parola a me e al ragazzo e come sempre sono sicuro e certo che la manterrà. Ho rilasciato un’intervista a scopo precauzionale, considerato il grande amore del ragazzo nei confronti della Lazio e per questo siamo i primi a voler chiudere questa questione nel migliore dei modi per tutte le parti in causa».

Rinnovo Zaccagni: la situazione

Lotito aveva partecipato al matrimonio di Zaccagni a giugno, il rinnovo era già in ballo. Giuffrida era stato ricevuto da Lotito il 23 luglio nel ritiro di Auronzo. L’agente aveva assistito all’amichevole tra Lazio e Triestina. Al termine della partita presidente e procuratore avevano raggiunto a piedi l’hotel Auronzo. Avevano cenato insieme. Da quella cena, protratta fino a notte, si era usciti con una distanza economica tra domanda e offerta, minore rispetto alle prime negoziazioni. Lotito era partito basso nei mesi precedenti, si era spinto fino ad offrire 3 milioni netti più bonus. La richiesta era di 3,5 milioni. La distanza sembrava colmabile. Giuffredi è esploso perché da quella sera Lotito, a suo dire, è sparito. L’agente e il giocatore s’aspettavano una convocazione ad inizio settembre, soprattutto dopo il rinnovo di Luis Alberto. C’è stato il mercato, poi Lotito è partito per Cortina, è rientrato nei primi giorni di settembre. Zaccagni è andato in Nazionale. «Otto mesi dietro Lotito», era stata una delle prime accuse di Giuffredi. La precisazione è sicuramente nata dopo un contatto. Giuffredi sarà all’Olimpico martedì per Lazio-Atletico, ha teso la mano. Ora sta a Lotito decidere se lasciarlo in attesa o meno. Conviene anche al presidente chiudere. 


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