Lazio, Lotito cambia idea: rimosso il blocco su rinnovi e premi

Nonostante il ko di Bergamo e una settimana turbolenta il presidente ha tolto alibi ai giocatori
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Daniele Rindone

Conti alla rovescia alla Lazio. Lotito ha rimosso il blocco economico che per mesi ha tenuto congelati rinnovi e premi Champions. E’ paradossale che l’abbia fatto a cavallo del ko di Bergamo e di una settimana turbolenta. Il presidente sa colpire dove fa male, nel portafoglio. Ma stavolta il prezzo da pagare lo paga lui. In estate e in autunno aveva stoppato trattative su contratti e patti legati agli obiettivi raggiunti, mosse che avevano creato malumori nello spogliatoio. Seppure non sia il momento ideale per dispensare attestati di merito, Lotito ha concesso i riconoscimenti spettanti e ha riaperto le trattative per adeguamenti e rinnovi. Così facendo ha tolto gran parte di alibi alla squadra. I premi Champions, legati al raggiungimento degli ottavi centrato a fine novembre, li aveva discussi prima della partenza per Bergamo, concordandoli con alcuni senatori capitanati da Immobile. Il presidente, ad avviso della squadra, era partito basso, dopo l’incontro s’è deciso a concedere un aumento. Era un premio rimasto in sospeso. Nella stessa riunione erano stati pattuiti i premi legati alla stagione in corso e al quarto posto. Il ko di Bergamo non ha cambiato gli accordi, sta alla Lazio meritarli. La paradossalità della tempistica è dovuta ai ritardi con cui si sono trattati gli accordi. Lotito, un po’ per scelta e un po’ per gli impegni da senatore, aveva allungato la durata dell’attesa. Fin quando ha dovuto concedersi.

Lazio, i rinnovi nell'aria 

Il ko di Bergamo e i regolamenti di conti (calcistici) all’interno dello spogliatoio non hanno bloccato l’operazione “rinnovi” caldeggiata dal diesse Fabiani. Da dicembre spingeva affinché il presidente risolvesse i casi sospesi. L’offerta per Zaccagni era datata luglio, quella per Felipe giù di lì. Provedel attendeva un riconoscimento. Patric un adeguamento. Romagnoli il premio promesso al momento della firma. Da settembre in poi non si era mosso più nulla. Fabiani era riuscito a risolvere la pratica di Patric a fine dicembre, adeguamento concesso. Mercoledì si è avuta notizia dell’avvicinamento con Provedel, l’accordo economico è ad un passo, si sta discutendo il prolungamento del contratto fino al 2028 (il contratto in essere scade nel 2027). Ci sarà un incontro nel giro di due settimane. Restano in agenda Romagnoli, per il quale i primi contatti non sarebbero andati a buon fine, e Zaccagni. Quest’ultimo è in scadenza nel 2025, con il manager Giuffredi s’era ricucito lo strappo di settembre, se n’è creato un altro. La diplomazia è stata riavviata e la chiamata dovrebbe avvenire entro marzo. La soluzione del contratto di Provedel potrebbe anticipare i tempi. 

La ripartenza 

Premi concordati, rinnovi in discussione, chiarimenti di spogliatoio avvenuti. Lotito, che ieri era impegnato in Senato e oggi è atteso a Formello, pretende risposte immediate. Le mosse economiche possono essere una premessa per ricostruire, sono un’acuta pungolatura. Sarà una vigilia diversa a Formello, il presidente è habitué delle visite prima delle partenze, quella di oggi servirà per parlare con Sarri e per rafforzare la sua posizione ancora di più, non ha altra scelta. Sarri di per sé rimarrà in silenzio, niente conferenza stampa, parlerà a Cagliari. Sarà la partita di domani a chiudere una settimana movimentata, iniziata con il confronto di lunedì nello spogliatoio. Una storia che ha messo in moto pulpiti e ispirato monologhi. Il semplice racconto è una delle verità più trasparenti.  


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