Pagina 3 | Lazio, tutti i punti discussi della gestione di Baroni: dal calo di forma ai tanti infortuni
Lazio, le partenze e il turnover
Il motore a mille, da agosto a metà dicembre. Quattro mesi a tutto gas, ma nessun motore è senza limiti. Baroni e il suo staff, dopo un’estate agitata, burrascosa, avevano deciso di impostare una preparazione tesa ad una partenza a bomba. Meno carichi, è immaginabile. Un inizio incerto, una crisi immediata di risultati, avrebbero causato un effetto deflagrante. Quella scelta si sta pagando adesso che infortuni e squalifiche hanno limitato i ricambi, che le partite sono diventate 41 e ne mancano 9 in campionato e 5 in Europa, nella speranza che si arrivi a Bilbao. Si può passare da un minimo di 52 gare (compreso il doppio quarto europeo) ad un massimo di 55 (centrando la finale di Europa League). La Lazio ha iniziato ad accusare stanchezza correndo su tre fronti: campionato, Europa e Coppa Italia (fino a fine febbraio). Baroni inizialmente s’era inventato un turnover vincente, cambiava da da 5 a 9 uomini a partita, giocavano tutti e tutti o quasi davano risposte. E’ successo fino a dicembre. Il conteggio dei minuti da inizio anno ad oggi vede sopra i mille (tra campionato e Coppe) Guendouzi (1338 minuti), Romagnoli (1239’), Marusic (1144’), Gila (1117’), Isaksen (1107’), Dia (1033’), Zaccagni (1026’) e Rovella (1016’) oltre Provedel (1080’). Tavares, Castellanos e Pedro unici sopra la soglia dei 600 minuti. Tutti gli altri sotto.