Tutti i problemi tra la Lazio e Sarri: allenatore spiazzato, ora il vertice per gennaio
ROMA - Sarri e Lotito sono destinati spesso alla collisione, come i duellanti di Conrad, figure in antitesi, ciascuno in conflitto con l’altro e con il proprio doppio: oggi se stessi e domani il loro contrario. Sarri attacca, salvo a volte ritrarsi etichettando come “fake” alcune diatribe da lui innescate contro la società. Lotito, così come Fabiani, abbozza, appare sempre cordiale verso il Comandante, ma si lega ogni stoccata al dito. La complicità a volte è sincera, a volte d’occasione. Nel bestseller del loro rapporto entra il caso scoppiato ieri. Sarri a San Siro s’era lamentato per il metro di giudizio dell’arbitro Manganiello, reo di aver graziato più volte i nerazzurri, sono mancati almeno tre gialli rispetto ai tre sventolati ad Akanji, Sucic e Dumfries: «Mancano arbitri all’altezza, andrebbero noleggiati dall’estero», la stoccata di Mau. Ieri mattina, a sorpresa, il comunicato della Lazio per correggere il tiro, diramato prima del summit tra la classe arbitrale e i vertici della Serie A
La nota della Lazio dopo le parole di Sarri sugli arbitri
Non ne è uscito proprio bene il Comandante, descritto in trance agonistica dal suo club: «Le considerazioni espresse a caldo - la nota della società di Lotito riferita alle parole di Sarri - vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva. In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri». Impossibile scacciare la sensazione che il comunicato non fosse in opposizione alla linea dell’allenatore, sicuramente infastidito dalla scelta societaria. Il senso della nota, stando alle ricostruzioni, era per proteggere Sarri da eventuali deferimenti. Ma non sembravano essercene i presupposti. È più facile credere che Lotito abbia voluto stemperare i toni prima di partecipare all’incontro con i vertici arbitrali. Sarri nel postpartita aveva fatto una premessa, il risultato non era stato influenzato dalla gestione di Manganiello, un punto che il comunicato della Lazio ha ribadito: «La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che - come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito - il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale». La nota si era chiusa con un auspicio: «L’obiettivo comune di far crescere ulteriormente il livello del nostro calcio e di tutte le sue componenti». Si era registrata la reazione, rimbalzata dall’agenzia LaPresse, dell’AIA, aveva espresso gradimento «verso quanto specificato dalla Lazio».
Il 'Comandante' aspetta il vertice di mercato con Fabiani
Sarri, sia alla vigilia che nel post-Inter, era tornato a pungere la società. Sabato sul mercato e sui rinnovi: «Chiedete a Lotito e Fabiani, io rinnoverei tutti a meno che la società non abbia 100 milioni da spendere». A San Siro ha rinviato ogni bilancio a fine anno: «Ho accettato tutto fino a giugno». Sarri aspetta la convocazione di Fabiani, preannunciata durante la sosta, per parlare concretamente di mercato. Mau, oggi o a giugno, comunque andrà non lascerà a Lotito due anni di contratto a 2,5 milioni più bonus. Sa colpire con la parola, sa essere urtante come il nemico più cordiale e impietoso come la iena che ride sul corpo del ferito.
