La Lazio a Gattuso: i dettagli del contratto e i motivi della decisione. Lotito e Sarri non si sono incontrati 

Dal 2019 vicino più volte, ieri il sì. Accordo biennale da 1,5 milioni bonus europei. Il presidente vuole ridare carattere alla squadra
Daniele Rindone
5 min

Quella foto Sarri-Gattuso incarnava una profezia, era da smorfiare. Andava vista alla rovescia. Lo scatto è del 7 agosto 2025, immortala a Formello Mau allenatore rientrante alla Lazio e Rino in visita da cittì dell’Italia. Duecentonovantuno giorni dopo Gattuso succede a Mau, promesso all’Atalanta. Corsi e ricorsi per Lotito. A Rino pensava dal 2019, ci ha messo sette anni per dargli la Lazio più volte promessa. Gattuso stava per rimpiazzare Inzaghi. Era il 19 ottobre, Lazio sotto 0-3 con l’Atalanta di Gasp, due gol di Immobile e uno di Correa salvarono Simone (3-3). Nell’intervallo Lotito chiamò Gattuso, il sogno di allenare i biancocelesti si fermò a Orte. Stava raggiungendo Roma in macchina, tornò a casa. Due mesi dopo firmò col Napoli. è stato in corsa anche prima di Baroni e l’anno scorso, se fosse saltato Sarri. «Se i giocatori avessero gli attributi che ho io... il problema è che quando vanno in campo si c..... sotto», l’ultima accusa di Lotito alla squadra. Ha scelto Rino per creare una squadra di Ringhio boys.

La svolta

Il presidente e Fabiani hanno accelerato la svolta ieri mattina. Gattuso era stato in contatto con il diesse nei giorni scorsi, aspettava di parlare con Lotito per vederci chiaro. Non sarebbe venuto a scatola chiusa, conosce l’Odissea vissuta dalla Lazio e dai tifosi laziali. Una call è bastata per convincersi a firmare. Il contratto è uno più uno (un biennale) da 1,5 milioni più bonus, il secondo anno scatta con una clausola pro forma. La firma è attesa via mail. Tra i premi europei anche il bonus Champions, un miraggio per ora. Rino potrebbe arrivare a Formello la prossima settimana per decidere le date del ritiro (in casa) e il programma delle amichevoli. L’annuncio sarà ufficiale appena la Lazio libererà Sarri. Non ci sarà nessun incontro con Lotito, dello svincolo se ne occupano i legali. Addio formale, senza sentimento. Separazione per colpa, vale per entrambi. Sarri lascerà la casa dell’Olgiata tra oggi e domani. Lo strappo era insanabile per tutti, il finale lo certifica. Tocca a Rino adesso, prende una Lazio che ha chiuso al nono posto, senza Pedro e Basic, via a zero con Hysaj. Con nove giocatori in scadenza nel 2027 tra cui Gila e Romagnoli (che Gattuso ha avuto al Milan), con loro Gigot (un passato al Marsiglia con Rino). Prende una Lazio che non sa ancora che mercato potrà fare: se libero o a saldo zero. Il progetto che Lotito ha esposto a Gattuso sarà più chiaro nelle prossime ore. Certo è che l’ha spinto a rompere gli indugi. Rino aveva detto no a Cairo, l’offerta era stata ritenuta irricevibile. Meditava di andare all’estero per smaltire la delusione Mondiale.

Il piglio di Gattuso

Allenatore da crociata. Gattuso si prende la Lazio sulle spalle così come ha fatto col Napoli (sostituendo Ancelotti) e l’Italia (sostituendo Spalletti). Gli affidano sempre armate sull’orlo della disfatta, non si tira indietro. Certo, stavolta avrebbe sperato in una missione diversa. L’ha accolta. La Lazio di quest’anno era senza cannoni, munizioni e bombardieri. Senza tifosi, oppressi. Sarri ha evitato il tracollo ed è arrivato in finale di Coppa Italia gettando stampelle e grucce. Gattuso, con il suo cipiglio, proverà a rialzarla e a vincere la sfida più difficile, marcare stretto Lotito e strappargli un mercato vero. Sarri gli ha lasciato un’eredità pesante: «Formello ambiente difficile», le ultime parole. Era sottinteso per allenare. Rino è il quarto allenatore della Lazio dal 2024. Torna in A, manca dal 2021, diede l’addio al Napoli con la Coppa Italia. A Firenze rimase venti giorni, si dimise per divergenze sul mercato. Dopo scelse l’estero. Valencia, Olympique Marsiglia e Hajduk Spalato prima dell’Italia. Torna dallo sprofondo.


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