Gattuso già al lavoro, c'è una Lazio da rifondare: cena a Formello con Lotito e Fabiani per i casi più spinosi

L’allenatore e il vice Riccio ieri al lavoro per affrontare le prime problematiche
Daniele Rindone
5 min

Tanto per ri-cominciare. Magia rotatoria della porta girevole di Formello, un frullatore di allenatori: ha espulso Sarri dopo Tudor e Baroni in due anni. Ieri ha accolto Gattuso, arrivato alle 15 con il vice Riccio. Ad aspettarlo il diesse Fabiani, il club manager Bianchi, il team manager Derkum. Ogni arrivo di ogni nuovo allenatore fa ripensare al cammino a ritroso vissuto dai precedenti. L’augurio, per Rino, è che Lotito faccia ciò che non ha fatto con tutti gli altri. Un mercato condiviso e compiuto. Il punto di ri-partenza è sempre in salita. Il mercato sarà quasi certamente a saldo zero, cessioni per acquisti, e c’è già un big in uscita. E’ Alessio Romagnoli, non uno qualunque. Gattuso dopo il sì a Lotito ci aveva parlato al telefono per capire quali fossero le sue intenzioni e Alessio era stato chiaro: aspettava la richiamata dell’Al-Sadd. Il club di Doha ieri ha inviato una nuova offerta alla Lazio. Si tratta sulle modalità di pagamento, la cessione è questione di ore. In bilico c’è anche Provedel, che Rino ieri ha incrociato a Formello. Ha ripreso a lavorare dopo l’infortunio alla spalla. Ha offerte da Inter e Bologna, la Lazio non ha mai pensato al rinnovo. E Provedel non può che valutare il mercato essendo in scadenza nel 2027 come Romagnoli. In ballo c’è pure il futuro di Mandas, non ancora riscattato dal Bournemouth. Ne può rimanere solo uno tra lui e Ivan. Partire senza Romagnoli, e forse senza Provedel, vuol dire continuare a smontare pezzo per pezzo la Lazio dei big dopo l’addio di Guendouzi e Castellanos a gennaio. E non regge l’alibi che sono i giocatori capricciosi a voler andare via, è una fuga. Gli ennesimi addii ampliano lo scollamento, sempre più vistoso, tra le promesse di rilancio e la realtà della Lazio attuale.  

La cena di Gattuto a Formello

Collana di bizzarre coincidenze gli arrivi e le partenze di Formello. Il primo giorno di Gattuso è coinciso con la trattativa in uscita di Romagnoli. Rino era a Formello mentre la società trattava con l’Al-Sadd, del resto Lotito aveva dato il via alla cessione di Alessio a febbraio, poi saltata per i noti motivi. Lo strappo non era ricucibile. Il presidente e Fabiani in serata hanno cenato con Gattuso. Sul tavolo il piano acquisti. Ne sono stati promessi 4-5 sulla carta. Ma il conto va fatto al netto delle partenze. Un nuovo Romagnoli dovrà arrivare per forza, sempre che non serva un nuovo Gila. Lotito vuole tenerlo a zero. Parte da una richiesta di 30 milioni, a 25 lo cederebbe? Rino aspetta anche un terzino destro da associare a Marusic. Un centravanti e un’ala. A centrocampo si vedrà in corsa, non può non arrivare il famoso sostituto di Guendouzi. La società, come prospettato a Tudor, a Baroni e al Sarri bis, punta sul rimescolamento dell’organico attuale, su cui il club continua a credere. Prima il rilancio degli esclusi, per la società sono gli svalorizzati da Sarri. Poi gli innesti. Tra questi Ratkov, pagato 13 milioni a gennaio, e il solito Dele-Bashiru. Un nuovo 9 arriverà se partirà uno tra Noslin e Dia (da riscattare a giugno). Passaggi già visti e rivisti. Gli allenatori della Lazio troppe volte hanno fatto la fine di Sisifo, personaggio della mitologia greca nel saggio sull’assurdo di Albert Camus. Sisifo fu condannato dagli dei a un’eterna punizione: doveva far rotolare una roccia immensa su una collina, ma la vedeva rotolare giù quando raggiungeva la cima, il che lo costringeva a ricominciare in un ciclo senza fine. La metafora di una fatica continua, ripetitiva e apparentemente inutile. 

 


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