Il Milan e le occasioni perse: 14 punti sprecati contro le medio-piccole

La partita contro il Bologna ha confermato le difficoltà tattiche dei rossoneri nell'affrontare formazioni della seconda metà della classifica
Il Milan e le occasioni perse: 14 punti sprecati contro le medio-piccole© Getty Images
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TagspioliIbrahimovic

Dal sogno della fuga al déja-vu di un’altra occasione persa. La speranza del Milan di allungare sulle rivali per la corsa allo scudetto, nata alla vigilia del weekend, prima che si giocassero gli scontri diretti Atalanta-Napoli e Juventus-Inter, è durata ben poco, in casa rossonera, visto che i successi delle squadre di Spalletti e Inzaghi avevano trasformato la grande opportunità in un boomerang, che ha puntualmente colpito in pieno l’entusiasmo con cui la squadra di Pioli aveva vissuto la sosta del campionato.

Il Milan e gli assist (sprecati) del calendario

Da una giornata potenzialmente favorevole, quindi, il Milan, bloccato in casa dal Bologna, si è trovato a vivere un turno che ha riacceso la corsa al titolo e che ha confermato quello che in questa stagione è stato il difetto più grande dei rossoneri. La mancanza di killer instinct, o magari di personalità. in partite dominate dal punto di vista del gioco e delle occasioni. Il dato balza all’occhio: nel girone di ritorno i rossoneri hanno vinto sette partite su 11, perdendo nove degli 11 punti lasciati sul campo contro avversarie della seconda parte della classifica, totale che sale a 14 contando anche il ko subito contro il Sassuolo nel girone d’andata. A parte il pareggio contro la Juventus, infatti, nel ritorno la squadra di Pioli ha impattato anche contro Salernitana, Udinese e appunto Bologna e perso contro lo Spezia. Un tesoretto di occasioni perse che rischia di pesare tanto a fine stagione, ma che si arricchisce di un altro particolare poco incoraggiante per la capolista.

Un bel Bologna ferma il Milan
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Un bel Bologna ferma il Milan

Il Milan è un bunker: quinto clean sheet consecutivo per Maignan

Poi, certo, ci sono anche le note positive emerse dalla gara contro il Bologna. Il maggior numero di tiri in porta in una partita dal 2004-2005, ben 33, il numero più alto di conclusioni tentate da Rafael Leao in una sola gara di Serie A, ben otto, e il fatto che Stefano Pioli, che ha tagliato il traguardo delle 100 panchine in campionato con il Milan, sia l’allenatore con la media-punti più alta nella storia del club dall’era dei tre punti a vittoria (2.03) e il quarto clean sheet consecutivo in Serie A, quinto considerando la semifinale di andata di Coppa Italia, di Mike Maignan, la cui imbattibilità in campionato è saluta a 384 minuti. 

Milan-Bologna, Ibrahimovic non ha inciso

Il calendario delle ultime sette partite non permetterà ai rossoneri di rilassarsi, dovendo affrontare squadre che, a parte Torino e Sassuolo, sono e con ogni probabilità saranno in lotta per un obiettivo. Così se la solidità del reparto difensivo andrà testata contro squadre come Lazio, Fiorentina e Atalanta, l’ultimo punto di discussione lasciato dalla partita contro il Bologna è legato al ritorno di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese è entrato in campo a dieci minuti dalla fine per aumentare la fisicità rossonera in area, ma al netto dell’inevitabile ruggine da togliere dopo due mesi e mezzo di assenza e i pochi spiccioli giocati con la Svezia e in precedenza contro Napoli, Empoli e Cagliari, e anche dello scontro aereo con Medel che l’ha presto condizionato, l’impatto di Zlatan non è stato quello sperato. 

Pauroso scontro tra Ibrahimovic e Medel: sangue e bende a San Siro
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