Milan, Maldini e Massara: una firma piena di dubbi

I colloqui di queste settimane tra i due uomini mercato e RedBird stanno per arrivare all’epilogo: il presidente Scaroni non vede problemi ("L’intesa ci sarà"), ma restano le ombre
Milan, Maldini e Massara: una firma piena di dubbi© LaPresse
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Pietro Guadagno

MILANO - Un rinnovo che non cancella dubbi e perplessità. Tutto lascia credere che questa settimana, infatti, arriveranno le firme di Maldini e Massara. Già ieri è stata una giornata di colloqui e contatti tra le parti e la stessa RedBird spinge perché la “partita” si chiuda nel giro di pochi giorni. Non si può dire, però, che dentro il Diavolo sia tornato il sereno. A scudetto ancora caldo, Maldini si era lamentato per la mancanza di chiarezza sui piani e sui programmi per il futuro del club, invocando anche un confronto con la nuova proprietà. Ebbene, quel confronto è effettivamente avvenuto. Peraltro, con piena soddisfazione delle parti. Alla riprova dei fatti, però, le richieste del dirigente non sarebbero state accolte nella loro completeezza. Insomma, si andrà avanti insieme, per il bene del Milan, ma con equilibri che dovranno essere ritrovati. «Il cambio di proprietà ha ritardato tante cose. Ma non mi preoccupo molto del tema Maldini-Massara. Non ho il minimo dubbio che si raggiungerà una intesa per cui questa coppia, che è stata così importante, continui con noi anche nei prossimi anni», ha spiegato Scaroni a “La Politica nel Pallone”, precisando pure che «siamo sicuri di contare su Gadizis fino al termine del contratto, a fine novembre».

Troppo caro

Ecco i rapporti con Gazidis, come si è intuito, sono parte dei problemi. Maldini, infatti, dopo la conquista dello scudetto, si aspettava che gli venisse riconosciuta maggiore autonomia nelle decisioni di natura tecnica. Invece, dovrà continuare a passare dall’ad, espressione della proprietà. E può accadere che lungo la catena di comando emergano incomprensioni o differenze di vedute. L’ultimo esempio è quello di Botman. L’acquisto dell’olandese, infatti, non è in stand-by soltanto perché il Newcastle ha offerto al Lille più soldi, con il giocatore che continua a preferire il Milan. La verità è che Elliott non è convinta di investire 30 milioni di euro per un difensore. Kalulu, nella scorsa stagione, ha dimostrato tutto il suo valore, rientrerà Kjaer, è vero che non ci sarà più Romagnoli, me il ragionamento è che, per completare il reparto, possa bastare prendere un centrale da una decina di milioni, così da destinare maggiori risorse a ruoli più scoperti, come il trequartista. Maldini, invece, è certissimo del valore di Botman, che vede come titolare al fianco di Tomori. Solo che, davanti a rapporti di forza che non sono cambiati, non ha la libertà di agire secondo le sue idee. Non è la prima volta. In passato era già capitato, ad esempio, con Tonali e Messias. E’ vero che, alla fine l’aveva spuntata Maldini, ma stavolta sembra più complicato.

Budget e ciclo

Qualcosa poteva cambiare se, a disposizione per il mercato, ci fosse un budget più sostanzioso. Invece, i segnali indicano che la “potenza di fuoco” rossonera sarà più o meno in linea a quella della scorsa estate. Quindi, nonostante la conquista dello scudetto e la prospettiva di incassare premi più sostanziosi, l’asticella non verrò alzata – come invece avrebbe desiderato Maldini -, ma si procederà con la politica dei piccoli passi. C’è da dire che, alla luce dei risultati, la strategia si è rivelata vincente, ma le aspettative del dt milanista erano quelle di sfruttare l’onda anche di un cambio di proprietà per fare un salto di qualità. Non sarà così, continueranno a servire scelte oculate e bilanciate. Anche sul piano temporale, peraltro, pare che Maldini non sia stato accontentato del tutto. Completato un ciclo triennale con lo scudetto, pensava di poter avviare un altro della stessa durata, con l’obiettivo di riportare il Diavolo nell’elite europea e quindi della Champions. Invece, lui e Massara andranno a mettere i loro autografi “soltanto” su un biennale con opzione per una terza stagione. Non cambia molto. Ma in certi casi la forma può contare tanto quanto la sostanza…

Milan, Gerry Cardinale incontra Maldini e i dirigenti rossoneri
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