Rabiot: "Voglio vincere con il Milan. Modric? Mi ha stupito una cosa"
"Voglio vincere con il Milan. Modric? La sua qualità la conoscevamo. Mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario". Così Adrien Rabiot nel corso di un'intervista alla rivista Undici. Il centrocampista francese ha spiegato: "L'impatto immediato sul Milan me lo aspettavo. Sono venuto qui per questo. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo: penso al bene del collettivo, sia in campo sia fuori. Personalmente non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. Penso che con me in campo la squadra sia più concentrata perché aiuto i ragazzi con la voce, a tenerli sul pezzo, a dare l’esempio, con una corsa in più o una scivolata in più. E questo fa la differenza, perché poi i ragazzi dicono: ok, se lo fa lui, dobbiamo farlo anche noi”.
Rabiot: "La dote che mi rappresenta di più e mi caratterizza è la forza mentale"
Rabiot ha poi aggiunto: "Ho scelto di interpretare il calcio così: rimanendo molto focalizzato, lasciando perdere ogni distrazione. Sono contento di poter dire di essere un esempio: arrivo ogni mattina in allenamento con l’obiettivo di migliorare, di fare le cose al massimo, e dopo sto attento alle cure, alle terapie, all’alimentazione, al dormire. Sono tutti aspetti che fanno parte di questa professione: allenarsi bene e riposare bene. Se non ti riposi, se vai in giro, non avrai fatto tutto il possibile. La dote che mi caratterizza è la forza mentale, è la cosa che mi rappresenta di più: sento di avere la capacità di stare sul pezzo, la voglia di andare sempre avanti e di fare sempre meglio".
Rabiot sul rapporto al Milan con Allegri e Ibrahimovic
Sul rapporto con Allegri e Ibrahimovic, Rabiot ha sottolineato: "Il mister è rimasto sempre lo stesso, forse ora è più sereno. Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima. Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua".
Rabiot sugli obiettivi con il Milan e la Francia: "Voglio scrivere il mio nome nella storia"
Gli obeittivi: "Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del Mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore".