Pulisic non segna più gol da 110 giorni: il dato in Verona-Milan che punta a "scongelarlo"
Christian Pulisic ha passato l'inverno in letargo e, domenica al "Bentegodi", quando, con il calcio d'inizio di Hellas Verona-Milan, sarà passato quasi un mese dall'inizio della primavera, ci sarà bisogno di risvegliarsi. Da quel 28 dicembre 2025, prima settimana della stagione invernale, l'americano si è messo sotto le lenzuola, in silenzio, senza più farsi sentire, con le polveri ghiacciate più che bagnate. Non ha più segnato. 110 giorni senza esultare: l'ultimo gol ai gialloblu scaligeri, proprio coloro che, tra poco, si ritroverà davanti. Quale coincidenza migliore per svegliarsi dal torpore che attanaglia lui e il Milan?
I due campionati di Pulisic: i numeri parlano chiaro
TRONCONI. Dal Verona al Verona: il campionato di Pulisic può dividersi in due esatti tronconi, assai diversi l'uno dall'altro. Il primo durato 595 minuti, cioè fino alla 17esima giornata di campionato: su 11 partite disputate, l'americano aveva messo a segno 8 reti e 2 assist, riuscendo, dunque, a contribuire attivamente alle reti del Milan ogni ora di gioco. In parole povere: il numero 11 finiva a referto con gol o assist ogni 59,5 minuti giocati. Una media impressionante, sporcata, tra l'altro, dal rigore sbagliato a Torino contro la Juventus e dal clamoroso gol fallito a Parma a tu per tu col portiere con la porta spalancata. Si stava sostanzialmente confermando come l'uomo della continuità nella formazione rossonera, così come accaduto nei suoi primi due anni in Serie A. Poi, il letargo: 785 minuti collezionati in 15 partite nel 2026 senza mai segnare e con un solo assist all'attivo, quello a Rabiot contro il Torino il 22 marzo. Una inversione di tendenza francamente inspiegabile per un calciatore che, almeno nel Milan, è stato sempre garanzia di rendimento e di efficacia.
I rimpianti contro l'Udinese: Pulisic tra i pochi a salvarsi
RIMPIANTI. Contro l'Udinese, Pulisic è stato uno dei meno negativi: dai suoi piedi, per esempio, è partito il cross sullo 0-1 che Leao ha malamente sprecato colpendo di piede invece che cercare il colpo di testa. Se il portoghese avesse cercato il gesto atletico corretto, probabilmente ora si starebbe parlando di altro: assist di Pulisic, gol di Leao, partita sull'1-1 e chissà come sarebbe andata. Ma il calcio non regala se e ma, ma solo, eventualmente, rimpianti. E il 2026 dell'americano ne concede parecchi, tra gol clamorosamente sbagliati (come a Firenze sullo 0-0) e numerosi piccoli acciacchi fisici, che ne hanno di tanto in tanto minato l'atletismo fisico e la presenza fissa in campo.
Pulisic ancora titolare: obiettivo Champions da conquistare
TITOLARE. E ora il tempo stringe e l'allarme Champions suona a sirene spiegate: Pulisic deve tornare a fare ciò che ha sempre fatto per arrivare col sorriso al Mondiale che lo attende e per trascinare il Milan al ritorno nella massima competizione europea per club. A Verona, Massimiliano Allegri, non vi rinuncerà. Nel probabile passaggio al 3-5-2, l'americano dovrebbe nuovamente occupare la seconda punta con un partner ancora da scegliere, ma per il quale è anche candidato Santiago Gimenez. Lo stesso duo che ha regalato tanti gol al numero 11 nella prima parte di stagione. Un'altra coincidenza per sfruttare la primavera e svegliarsi dal letargo.
